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Chained – Dark Dream – Recensione a cura di Simonetta Collini

Chained – Dark Dream – Recensione a cura di Simonetta Collini

Chained – Dark Dream

Parafrasando un antico adagio, possiamo tranquillamente affermare che “non si esce vivi dagli anni ‘90”.
Il “grunge”, quello che forse resta l’unico vero movimento rilevante capace di dare una sferzata ad un’epoca nella quale il rock (o presunto tale) viveva asfitticamente su sonorità sempre più scontate, continua benevolmente a mietere “vittime” più o meno consapevoli. Nel caso dei Chained il passaggio da cover band degli Alice in Chains a gruppo dotato di autonomia compositiva era ormai d’obbligo.
Troppa la voglia di esprimersi, troppa la voglia di suonare e di legittimarsi in un ambito che, seppur relegato alla generica definizione “indie”, continua a sfornare prodotti promettenti anche se in definitiva un po’ scontati, già sentiti. Ma questo non è necessariamente un difetto: può al contrario essere confortante.

La voce di Alberto Stagni si è molto rafforzata negli ultimi tempi e si percepisce bene il tentativo di distaccarsi, ma non troppo, dall’impostazione del compianto Layne Staley – passando per Sully Erna dei Godsmack – e dal resto dell’universo “seattleite”. C’è del garbo nel suo modo di cantare, anche se naturalmente il graffio non manca. Basso e batteria sono saldamente incollati grazie ad un affiatamento potente tra Stefano Superchi e Francisco Marvasi, efficacissimo anche sul doppio pedale il primo (peccato lo utilizzi poco), trascinante e potente il secondo. Poi ci sono le chitarre: i giovanissimi Luca Pettenati ed Alberto Bottioni, rispettivamente solista e ritmica, sono in grado di tessere ottime trame ed intrecci brillanti e si intendono alla perfezione.
In totale sei tracce intense, avvolte dalla bellissima copertina opera del fumettista parmigiano Matteo Scalera, a tratti eccessivamente “dilatate”, di metal ben affilato anche grazie alla “supervisione di Nick Rascals (pseudonimo dietro al quale si cela Nicola Briganti dei Celeb Car Crash, qui al suo esordio come produttore) che rende i suoni grossi ed energici. Spiccano soprattutto la title track “Dark dream” e “Last whisper”, dove il sound di riferimento risulta particolarmente convincente.  Questa band è arrivata al disco d’esordio con parecchia carne al fuoco, ben arrostita e per palati forti: godetevi il pasto.

 

Tracklist “Dark Dream”:

Intro
Last Whisper
Everything Is Fire
Prelude
Chained on Cross
Blood
Shut Your Mouth
Dark Dream

 

Lineup:

Alberto Stagni) : Voce
Luca Pettenati) : Chitarra Solista
Francisco Marvasi) : Basso
Alberto Bottioni) : Chitarra ritmica
Stefano Superchi) : Batteria

Simonetta Collini.

gilbertcerbara

gennaio 1st, 2017

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