Uncategorized

Dieci domande a Ivan Zaccarini

Dieci domande a Ivan Zaccarini

Ivan Zaccarini è un batterista e percussionista di Parma molto attivo nel nostro territorio.  Ha iniziato la sua esperienza musicale insieme ai “Quinto Parallelo”, band che proponeva brani inediti di genere funky in italiano e che annoverava alla voce Alan Scaffardi ed al sax Emiliano Vernizzi:  grazie all’attenta produzione di Gianni Bella, questa formazione si distinse alle selezioni del Festival di Sanremo alla fine degli anni ’90. Ha collaborato con numerosi artisti tra cui Papik, nome di spicco della scena nu-jazz italiana, con il quale si è esibito in un live per Radio Montecarlo nella trasmissione condotta da Nick The Nightfly. Ha suonato sul palco del Blue Note di Milano con un raffinato progetto, denominato “SteelItAgain”, dedicato alla musica degli Steely Dan di Donald Fagen. Milita in diverse formazioni musicali di qualità,  tra cui il progetto “Mon Real Sound”, tributo al grande artista canadese Gino Vannelli guidato da Andrea “Satomi” Bertorelli, ed è il percussionista del “RoseZ Trio”, ensemble in acustico di genere Swing, Bossa Nova e Lounge che si sta distinguendo per l’originalità e la raffinatezza della proposta musicale.
Carissimo Ivan, innanzitutto ti porgo i saluti da parte mia e di tutti gli amici che ci seguono e ti ringrazio per l’amicizia al sito Parmamusica.
Grazie anche per aver accettato di rispondere ad alcune domande sul tuo lavoro e sulla musica in generale.

Ecco le 10 domande.

  1. Mi daresti una definizione di musica?

Ciao Gilbert, un saluto a te e a tutti gli amici di Parma Musica, e soprattutto grazie per ciò che stai facendo per la musica di Parma ed i suoi appassionati. La prima domanda che mi poni è parecchio complessa perché si rischia sempre di essere retorici. La Musica è un dono. Chi si appassiona ad essa riceve un grande regalo da Dio. Ti accompagna per tutta la vita, ti segue e si evolve insieme a te. È un’amica ed una compagna di vita.

  1. Che spazio occupa la musica nel tuo quotidiano e nella tua vita?

Per quanto mi riguarda, la musica è una parte importantissima e fondamentale della mia vita. A 13/14 anni mi sono innamorato del Rock e ho cominciato con alcuni amici a suonare in una taverna nella quale ci trovavamo spesso per provare. Inizialmente cominciai cantando, ma spesso il batterista era assente, e l’attrazione che io provavo per quello strumento era magnetica. Da lì il passo fu breve, e così la batteria divenne, appunto,  il mio strumento. Negli ultimi anni mi sono avvicinato al mondo delle percussioni scoprendo un universo pieno di fascino e possibilità. Rispetto alla batteria, le percussioni mi sembrano uno spazio senza limiti. La musica in questi (quasi) trent’anni di intenso rapporto è diventata la mia vita in senso letterale, e l’amore che provo per essa è stato ampiamente ricambiato… Infatti, oltre a suonare ho la fortuna di lavorare presso il negozio di strumenti musicali, “Hi Fi Music Center Davoli” a Parma. Insomma, vivo in mezzo alla musica da mattina a  sera, a stretto contatto coi musicisti, con gli strumenti, con le note ed i ritmi. Dico sempre di aver ricevuto dalla musica molto di più di quanto io abbia dato a lei. Non potrei vivere senza, e devo confessarti che nei momenti difficili della mia vita è stata una delle più importanti “ancore di salvezza”.

  1. Secondo il tuo parere, quali sono stati i 5 musicisti (compositori, strumentisti, artisti) più importanti della storia della musica?

Sarò molto sincero: non voglio fingere di essere un esperto perché in questo campo non possono esistere “tuttologi”. La mia cultura musicale è limitata a ciò che mi ha “formato”. Esiste un Universo infinito di generi ed artisti, ed è impossibile conoscerli tutti talmente a fondo da poterli citare in ordine sparso. Ti farò alcuni nomi motivandoteli in modo molto semplice.

1- Earth Wind and Fire
Credo abbiano influenzato,in un modo o nell’altro, la maggior parte dei generi musicali commerciali che dagli anni ’70 ad oggi ci hanno accompagnato. La loro discografia è costellata di successi, e tutt’ora continuano a produrre e a suonare in giro per il mondo. Giganti.

2- Gino Vannelli
Semplicemente un artista unico nel suo genere. Ha esplorato tanti generi musicali, ed è un compositore ed un cantante sopraffino.

3- Stevie Wonder.
Un fuoriclasse. Lui è la Musica .

4- Donald Fagen.
Non esiste un compositore al mondo come lui. Unico ed irripetibile.

5- Michael Jackson
Il Re del Pop. Mai definizione fu più azzeccata. Credo di non poter dire nulla che non sia già stato detto. Immenso.

  1. E chi sono stati i batteristi (o percussionisti) più importanti della musica e perché? (basta anche un aggettivo)

1-John Bonham
Credo che i batteristi rock e pop di oggi siano stati, direttamente o indirettamente, tutti influenzati da lui. Un innovatore assoluto.

2-Buddy Rich
Il Maestro.

3-Jeff Porcaro
Lo Stile.

4-Vinnie Colaiuta
Ha suonato tutti i generi e lo ha fatto da “top player”.

5- Steve Gadd
Il Groove assoluto.

Sarebbero troppi i nomi da citare. Amo anche i batteristi che troppo spesso vengono sottovalutati semplicemente perché non si considera che ci sono musicisti che hanno reso grande una band con il loro stile unico. Mi vengono in mente nomi come Ringo Starr o Larry Mullen, batteristi di due delle più importanti band della storia del Pop mondiale, ma troppo spesso bistrattati immeritatamente. Senza di loro il sound dei Beatles e degli U2 non sarebbe stato lo stesso.

  1. Studi ancora? Quante ore? E che esercizi fai?

Caro Gilbert, sinceramente sono un pessimo esempio di come ci si debba approcciare al proprio strumento… Ho studiato batteria agli inizi col maestro Ravasini, ma non sono mai stato un musicista che si è dedicato particolarmente, ahimè, allo studio. Sono totalmente istintivo, un “autodidatta incallito”. Uno strumento è una “scelta di vita”, musicalmente parlando… Ma la musica, a mio avviso, nasce da un insieme di “anime”. Ho sempre vissuto questo mio “credo” dedicando il mio tempo alle prove ed ai  concerti: lì io trovo quello che per me è il senso della musica. Ovviamente questo è il mio personalissimo modo di vedere le cose… È il modo con cui ho vissuto il mio rapporto con i miei strumenti. Quando in negozio parlo con i giovani musicisti che mi chiedono alcune informazioni, a loro dico sempre che è fondamentale lo studio, i rudimenti del proprio strumento… Senza quelli, ad un certo punto non si va più avanti.

  1. Quali doti occorrono avere per diventare un bravo batterista?

Sarò lapidario: i grandi musicisti sono un mix di talento e dedizione. Queste due cose sono alla base di tutto. Se manca una delle due cose, si può suonare ugualmente e “godere” con la musica, ma con entrambe si va avanti… Diversamente, si arriva fino ad un certo punto e ci si deve accontentare.

  1. Qual è il genere musicale che ti piace di più suonare; quello che ti coinvolge di più?

Personalmente mi piace suonare cose diverse… L’importante è che siano “nelle mie corde”.  Attualmente ho diversi progetti, dal Pop al Rock fino alla Bossa. Non suono Jazz, perché quello è un linguaggio musicale che, pur amando tantissimo, non conosco a fondo e che ritengo di non essere in grado di suonare in modo credibile. Questo per me significa rispetto per la musica: penso che un musicista debba ricercare la credibilità. Ci sono stili o generi che, a volte, devono essere lasciati suonare a chi ne ha le competenze e a chi conosce certi linguaggi. Questa cosa l’ho imparata col tempo, e credo sia un’ottima filosofia per proporre sempre a chi ascolta un prodotto musicale di qualità.

  1. Come ti sembra il livello della musica in generale e quello della nostra provincia?

Credo che nella nostra città, soprattutto nell’ultimo decennio, si siano sviluppate alcune realtà interessanti. Allo stesso tempo però, anche se può sembrare una contraddizione, penso che 20/25 anni fa il livello musicale generale fosse più alto rispetto ad ora. Le nuove generazioni sono molto preparate dal punto di vista tecnico, soprattutto sullo strumento. Quello che mi sembra manchi è una visione di musica d’insieme che è fondamentale per un progetto musicale. Quando si suona insieme bisogna rendersi conto che ognuno ha il proprio ruolo, che ci sono delle necessità… Credo che, nella musica come nella vita, sia importante saper ascoltare: bisogna suonare “il giusto”,  senza strafare. Più si è, a livello di numero di componenti in una band, meno si suona, altrimenti è il caos. Bisogna saper dire col proprio strumento ciò che va detto… Nulla di più e nulla di meno. Se si parte da queste basi, e si è capaci di creare alchimia tra i musicisti, credo che il prodotto che ne verrà sarà sicuramente importante, e questo sia che si parli di cover o di pezzi originali. Per me non conta quello che si fa, ma come lo si fa.

  1. Ci parli dei progetti ai quali stai lavorando in questo periodo?

Da alcuni anni sto lavorando con diversi progetti musicali. In particolar modo, dal 2012, insieme alla mia compagna Rose Ricaldi, cantante, ed al chitarrista Diego Cassani, abbiamo formato un trio acustico chiamato “RoseZ Trio”. Ci divertiamo a rivisitare grandi successi italiani ed internazionali, del passato o recenti, in chiave Swing, Bossa Nova e Lounge. Questo progetto ci ha permesso di raccogliere diverse soddisfazioni come la pubblicazione di due nostre cover su alcune compilation a livello nazionale nelle quali sono presenti anche grandi nomi della musica Pop nazionale.Abbiamo suonato in tantissimi locali, spesso lontano dalla nostra città,  fino ad arrivare ad esibirci su importanti palchi come quello dell’ex “Smeraldo” di Milano o il “Bravo Caffè” di Bologna. Abbiamo sentito la necessità di esprimerci per mezzo di generi da noi amati in modo particolare, ma lo abbiamo voluto fare utilizzando canzoni che il pubblico potesse riconoscere. Abbiamo notato che ormai è difficile catalizzare l’interesse degli ascoltatori, soprattutto se si cercano di proporre sonorità e generi considerati “di nicchia”. La nostra idea è sempre stata quella di divertirci e divertire, ma con un linguaggio raffinato, utilizzando armonie e ritmi eleganti. Un altro importante progetto che condivido con fantastici musicisti è il tributo ad il cantante e compositore italo-canadese Gino Vannelli: si chiama “Mon Real Sound” ed è capitanato da Andrea Satomi Bertorelli, già tastierista di Mario Biondi e riconosciuto musicista a livello nazionale. Con i “Pensieri e Parole”, invece, proponiamo in chiave acustica i successi di uno dei più grandi esponenti del cantautorato italiano, se non il più grande, ovvero Lucio Battisti. Infine, recentemente, con alcuni amici abbiamo creato un gruppo chiamato “HotTanta” con il quale proponiamo, in maniera filologica, i grandi successi della musica Pop degli anni ’80: Spandau Ballet, Duran Duran, A-Ha, Depeche Mode, INXS e altri… Con questa band, finalmente, sono tornato a suonare la batteria, e devo dire che ne sono molto felice.

  1. Puoi avverare un desiderio. Esprimilo.

Fondamentalmente avrei un augurio ed un desiderio che vorrei esprimere. Il desiderio è quello che la musica possa tornare ad essere una forma artistica riconosciuta ed apprezzata in una società che credo abbia dimenticato l’importanza di questo fantastico ed immenso strumento di comunicazione ed aggregazione. L’augurio che faccio a me stesso e a tutti coloro che suonano e che vivono di musica e per la musica è di poter sempre avere quella passione, quel desiderio e quella voglia che spingono a voler fare sempre meglio. Credo che l’obiettivo per un musicista, un compositore, un autore o un interprete sia quello di poter proporre a chi ascolta un prodotto credibile, di qualità… E per fare tutto questo ci vuole una grandissima passione, quella passione che ti porta a fare anche grandi sacrifici, a volte economici, a volte a livello “organizzativo”: fare le ore piccole per le prove, le corse per andare a fare i concerti, conciliando la vita lavorativa e la famiglia, montare e smontare gli strumenti, muoversi senza limiti di orari e di spazio… Solo chi suona può capire, e solo chi ama veramente la musica può “sacrificarsi” volontariamente in nome di questa immensa passione, appunto. Ed è proprio per questo che spero che nel cuore di coloro che ascoltano la musica possa sbocciare quel rispetto e quell’interesse che è l’unica vera ricompensa che può rendere “ricco” un musicista. Grazie di cuore, Gilbert, a nome mio e del “RoseZ Trio”. Grazie per la tua passione e per avermi ed averci regalato spazio all’interno Parma Musica. Un abbraccio musicale a te e a tutti i tuoi lettori.

Grazie Ivan, in bocca al lupo per il tuo futuro.

Gilbert

gilbertcerbara

dicembre 9th, 2015

No comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *