Electro

Dieci domande a Massimo Maxx Rivara a cura di Gilbert Cerbara

Dieci domande a Massimo Maxx Rivara a cura di Gilbert Cerbara

Massimo Maxx Rivara è una figura di rilevo della musica della nostra provincia. E’ compositore, tastierista, cantante dei gruppi E-Motu e Go Go Monkey dei quali ha curato anche gli splendidi video.

Carissimo Maxx, ti ringrazio innanzitutto per l’amicizia al sito Parmamusica e per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Ti porgo i miei saluti di tutti gli amici che ci seguono!

Un saluto a te Gilbert e  a tutti gli amici di Parmamusica,  ormai fondamentale   finestra sulla nostra amata musique …ma come facevamo prima senza ??!!

Il format è semplice: 10 domande.

La prima è quella che faccio sempre, la fondamentale: Che cos’è la musica per te e che ruolo occupa nella tua vita?

La musica per me é un elemento senza forma, una forza ignota, una frequenza con cui mi sintonizzo, qualcosa di oscuro che sento in tutte le cartilagini del corpo, un entità simbiotica, che vive con me , é qualcosa che tento di imbrigliare, conformare, attraverso tutti i mezzi che posso e ne cerco continuamente il suo controllo, ma ella in realtà possiede una sua vitalità autonoma e mi sfugge… é lei che controlla me , ciò che dico, ciò che faccio, controlla le mie emozioni ,ciò che scrivo, come lo scrivo…e infatti di lei ho scritto tanto ,soprattutto nel primo album degli E-MOTU.

Secondo te quali sono stati i 5 musicisti (compositori, strumentisti, artisti) più importanti nella storia della musica?

Senza guardare in faccia alle epoche, ai generi ed alle mode…ma cronologicamente ti dico…

-Beethoven per aver inventato forse involontariamente o a causa della sua menomazione la terza dimensione nella musica…la profondità. ..l’emozione, la potenza…lui è l’ asse Z…l’uomo che senza sentire dalle orecchie forse ne percepiva le vibrazioni , le pulsioni e le ritrasmetteva sulla partitura

-Igor Strawinsky per aver reso popolare e aver sdoganato l’aspetto dissonante e progressista della composizione sinfonica, vogliamo chiamarla quarta dimensione?…

-Karl Heinz Stockhausen (che ho avuto anche il grande onore di conoscere e confrontarmi con lui) per aver indicato a tutti nell immediato dopoguerra la via “elettronica” nella composizione e conformato, fissato, reso reale in modo inequivocabile quella che Luigi Russolo nei primi anni del novecento aveva teorizzato attraverso il movimento futurista come “l’ arte dei rumori” , Stockhausen ritengo sia il vero elemento ispiratore dalla psicadelia al trip hop all’ industrial rock.

– i Beatles, non c’è band di ogni genere musicale oggi esistente al mondo che non debba una minima percentuale ai fab-four diciamola tutta…loro hanno reso la musica popolare quello che é il mainstream oggi ,hanno creato i presupposti del mondo musicale commerciale attuale, dai live , alla discografia, dai tormentoni estivi alle canzoni popolari impegnate, i cantautori, il rock, loro sono l’attualità tutt’oggi. …ma anche Elvis Presley lo é ammettiamolo…

– Roger Waters ,l’uomo che ha reso il rock un opera d’arte ,che ha ravvicinato la musica popolare all’opera concettuale, sinfonica, lirica e sperimentale, nei Pink Floyd ci puoi trovare una vastità sonora ed espressiva che attraversa tutti i generi, le epoche stesse e si avvicina a tutte le sensibilità di ascolto , dall’orecchio complesso a quello melodico. ..da Ummagumma a Confortably Numb ci passa in mezzo l’oceano…

Qual è la tua formazione musicale?

Nasco musicista classico, ho fatto pianoforte per diversi anni al conservatorio per poi abbandonare questo percorso una volta scoperte le avanguardie sonore ma classiche che in quel periodo venivano un pò troppo “omesse” dagli insegnamenti, parlo di John Cage, Luigi Nono, Ligeti, Varese, Shoenberg, la scuola di Vienna e ovvimente Stockhausen…ricordo ancora il giorno della grande rivelazione, avrò avuto forse 14 anni si e no e suonavo già da quando ne avevo 7 o 8, quella volta la nostra classe fu mandata per intero al teatro Regio ad assistere ad un concerto dei tanti che seguivamo a scopo didattico, dal Verdi a Mozart, da Bach a Puccini….ma quel giorno c’era un aria diversa, un pubblico differente, una platea strana, piena di liceali ed universitari di musicologia, era un anteprima delle Fontane e dei Pini di Roma, opere di Ottorino Respighi …rimasi folgorato…sperimentazione pura! E io che credevo che sto Respighi fosse uno di quegli antichi musicanti tipo Giovanni da Palestrina o Francesco Canova da Milano che suonavano madrigali del XVI secolo…magari col liuto…invece Respighi era un compositore recente…dalla potenza devastante, dissonanza, c’erano più orchestrali che platea…una cosa spaventosa…amore fu ….ma amore vero…da quel giorno scopersi la mia vera strada, era lo spazio ignoto, l’esplorazione sonora, il terreno vergine,  dal pianoforte ai sintetizzatori il passo fu breve, fui facilitato e tutti i miei ascolti successivi toccavano tutto ciò che era esplorazione rock e pop, i Pink Floyd, i Japan, Brian Eno, Bowie, più recentemente il fenomeno trip hop dai Massive Attack ai Portishead ma anche l’industrial dagli Skinny Puppy ai Nine inch Nails ,i KMFDM, i Fear Factory…quello che ho acquisito in questi anni é un percorso fatto di conservazione e di progresso, dal pianoforte alla costruzione di forme d’onda per armoniche, se la prima parte della mia formazione fu guidata didatticamente, la seconda, quella sperimentale é totalmente autodidatta…anche perché non esistevano scuole purtroppo…

Cosa ne pensi del livello musicale contemporaneo nella nostra provincia?

10 anni fa ti avrei risposto “vedo una luce in fondo al tunnel”…ma oggi temo di dare una risposta più vaga, tuttavia non voglio risultare impopolare perché una speranza in realtà ancora ce l’ho, fino al 2005 localmente si svilupparono progetti molto interessanti , qualcuno non aspettava altro della conferma nazionale se non internazionale definitiva ,ancora oggi di tanto in tanto ascolto quegli album, a volte addirittura sono su cassetta…e mi meraviglio di quanta ispirazione c’era, della varietà di generi proposti, contaminazioni…e ogni giorno nasceva un progetto sorprendente…senza parlare degli addetti ai lavori assolutamente all’altezza di quella situazione, ma quella bolla esplose e con essa molte di quelle bellissime bands, la fase immediatamente successiva fu un po’ come un nuovo inizio, un ricominciare da capo ,i ragazzi che tornano a fare i Led Zeppelin, il Punk regolare, il rock anni 70…che non può essere un evoluzione di quel periodo precedente…dico peccato, ma allo stesso tempo ci vedo una speranza, é giusto ricominciare da capo dopo una guerra, dopo una sconfitta ed é giusto ripartire dai classici, I riferimenti base sono i migliori sostegni per ricominciare a camminare, quest’anno ho avuto l’onore di essere chiamato come organizzatore artistico del primo Solidarock ,una rassegna musicale all’interno della festa della Solidarietà organizzata dal comune di Montechiarugolo e mi sono divertito ad esplorare l’underground locale , portando sul palco diverse nuove band sorprendenti e davvero innovative, la luce in fondo al tunnel sta finalmente ricomparendo…sono miope ma quella la vedo bene…

Cosa pensi del livello della musica in generale a livello globale?

Viviamo il momento più strano della storia della musica, un momento che vince chi ha più click su YouTube o “mi piace” nella paginetta Facebook…posti dove i “mi piace” li puoi comprare o conquistare con siti e programmi “Friend bomber” e i click li fai piu se ti crei una situazione grottesca, vedi i tanti fenomeni di moda oggi da milioni di click …é una realtà parecchio alterata, irreale che poco ha a che fare con l’arte vera, mentre le vendite dei dischi sono azzerate e anche il download ormai boccheggia, questo non aiuta ,così come non aiuta l’evoluzione della musica ormai ferma alle ultime espressioni di metà anni 90, c’è bisogno di una nuova rivoluzione intellettuale che faccia ripartire il progresso musicale, l’esplorazione, l’evoluzione, quella che si é fermata con i grandi del passato che sono tutt’ora ancora loro la vera attualità,  a me non piace guardare indietro, soprattutto con la musica, ma il passato ci deve servire come esempio e in questo momento serve superare questo fottutissimo ostacolo.

Quanto è importante la tecnologia nella tua musica?

La tecnologia é il mio strumento, chi suona una chitarra, chi una batteria, io suono queste strane cose…é ció che mi pemette di trasformare un idea od un emozione in musica, suono attrezzature elettroniche di ogni genere e natura non solo sintetizzatori, sono il mezzo di espressione di ciò che scrivo, amo la fase esplorativa del suono per cui non ho preclusioni di fronte a nessun generatore sonoro sia acustico che elettronico, anzi vivo una sorta di compulsione patologica verso il suono “nuovo”, ma tutto questo vale in senso anche più generale, non solamente in relazione allo strumento tecnologico ,mi viene spesso naturale stimolare anche i miei compagni delle bands in cui suono a sperimentare con il loro strumento acustico, li sprono a non fermarsi all’aspetto canonico, al classico, al consueto, ma tornando alla tua domanda le tecnologie mi aprono a visioni emozionali molto vaste , creta nelle mani ,mi danno l’opportunità di modellare le forme del suono ,mi immergo in questo plasma sonoro in cui mi sento io stesso parte di esso.

Ci fai qualche nome di musicista davvero innovativo in questo momento?

Trent Reznor dei Nine inch Nails e Maynard James Keenan dei Tool, il primo lo sto studiando da anni (oltre a Peter Gabriel , simile sotto molti aspetti) per il suo approccio compositivo direttamente in studio di registrazione, l’idea del brano che viene elaborata mentre si elabora la sonorità stessa, l’idea del brano che passa attraverso l’emozionalità dell’esperienza sonora che si sta vivendo in quel momento, è un idea molto rara e molto vicina a come concepisco io la composizione, lui parte apparentemente al contrario, viene ispirato dall’ambient creato dalle macchine e dalle chitarre, dalle dissonanze, dai rumori…

In Keenan invece trovo innovazione anche al di fuori dell’aspetto sonoro, lui è capace di creare ambienti immaginativi attraverso la dizione, la melodia vocale, lui è in grado di farti porre l’attenzione su una certa frase, solo con un accentazione desueta, uno scatto vocale inaspettato, una pronuncia curiosa ,mi sembra qualcosa di simile all’effetto “straniamento” che i vari Brecht o Tolstoj usavano nelle loro opere…col suo progetto personale i “Puscifer”, cura anche l’aspetto timbrico e con un approccio più sperimentativo che negli altri suoi progetti con i Tool e con i Perfect Circle.

In che direzione va la musica, ci sarà una globalizzazione o una frammentazione dei generi?

Mi fai una domanda molto difficile ,ci vorrebbe davvero la sfera di cristallo Gilbert! come sostengo da tempo siamo fermi in una bolla sospesa da circa un ventennio e immaginare un futuro mi è parecchio difficile, ti posso dire che le espressioni migliori continuano nel loro processo di contaminazione e le contaminazioni sappiamo tutti che possono generare nuovi generi musicali, un bene per tutta la musica ed una speranza.

Puoi avverare un desiderio. Esprimilo.

Vorrei tornare a sentire i brividi al primo ascolto di un opera veramente innovativa, qualcosa che abbatta le frontiere ,le attraversi tutte e le frantumi, un nuovo grande riferimento che spacchi la discografia in due, spazzi questo odore di stantio e crei nuove mode fresche e proiettate al domani, qualcosa che renda obsoleto tutto, vorrei che tornasse sulla terra il Duca Bianco reincarnato in un nuovo grandissimo artista di riferimento assoluto per tutti come lo è stato lui.

Hai dei progetti imminenti che vorresti descriverci?

Si ,dopo l’intenso e lungo lavoro multimediale realizzato per il side project GO GO MONKEY sono tornato a lavorare da pochissimo tempo ma molto intensamente ad una nuova evoluzione del progetto E-MOTU , l’esperienza multimediale mi è servita molto per sperimentare nuove strade e tecnologie , per vedere il lato musicale anche sotto l’aspetto visivo ed estetico e anche per focalizzare nuovi obiettivi, dopo 2 album caratterizzati da un sound ben definito è arrivato il momento di confrontarmi con un livello di musica più universale e contaminata, vorrei provare ad alzare l’asticella compositiva , entrare nel nostro piccolo ma senza remore nei territori in cui Gabriel ,Reznor, Bowie o Waters nelle loro differenti espressioni si sono avventurati logicamente in un modo del tutto attualizzato e personale, per fare ciò il progetto E-MOTU si sta rivoluzionando completamente con l’arrivo di nuovi artisti soprattutto da fuori provincia portatori di altrettanta esperienza ed indole sperimentativa, in parallelo a questa riorganizzazione ho iniziato a scrivere il terzo album partendo direttamente dal titolo “3QUILIBRIUM” ,questo perchè dovrà essere l’album dell’equilibrio di tutte le forze, delle influenze e delle esperienze, dovrà essere un album sospeso sopra i generi e dovrà essere inequivocabilmente E-MOTU …anzi…3MOTU …per questo terzo lavoro ho voluto giocare sul numero 3 ,simbolo del terzo album, numero perfetto e simbolo di divinità e mille altre cose…proprio perchè sarà l’album dell’equilibrio saranno presenti anche diversi amici e noti artisti locali di diverse estrazioni musicali che hanno accettato di essere ospiti in questo nuovo lavoro.

Carissimo Maxx

Grazie di cuore per la tua disponibilità e per la musica che ci regali

Gilbert ringrazio io te per lo spazio che concedi alle espressioni artistiche locali e per la passione che ci metti

W la musica tutta e …… “rock n’roll!!!”

Gilbert

gilbertcerbara

gennaio 17th, 2016

No comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *