Metal

DISTRUZIONE – Intervista a cura di Max Scaccaglia

DISTRUZIONE – Intervista a cura di Max Scaccaglia

I DISTRUZIONE nascono a Parma, nel febbraio del 1990 e scelgono di esprimersi fin da subito attraverso una proposta musicale di metal estremo con testi in italiano.
Nel giugno 2015, pubblicato da Jolly Roger Records, esce il nuovo e devastante album “Distruzione” superbamente recensito su parmamusica.com da Max Scaccaglia che li ha anche intervistati.

1 E’ un piacere grandissimo intervistarvi, grazie. Volevo cominciare col chiedervi come sta andando l’ultimo disco?

Il nuovo “Distruzione” sta andando molto bene! Non ci aspettavamo una risposta di questo tipo, calore e interesse gravitano attorno alla band come forse non era mai accaduto prima. I singoli estratti “Il Signore delle mosche” e “Nel tuo nome” girano parecchio sulle radio specializzate. Grazie all’ottima distribuzione il cd è ovunque e finalmente gira in modo massiccio all’estero. In tanti ci contattano dall’Europa e dal Sud America.

 

2 Tra “Malicidium” (2005) che considero comunque un buon disco e “Distruzione” (2015) sembra ci sia un abisso pur rimanendo il vostro stile e la vostra “mano”. Trovo “Distruzione” molto più deciso, compatto e non credo siano solo i cambi e i ritorni di formazione ad aver contribuito. Sbaglio o 10 anni sono serviti a mettere a fuoco molte cose? Quali se sì? Musicali? Personali? Entrambe?

Anche se in chiaro stile Distruzione, costituito da impatto, velocità e zero compromessi, “Malicidium” è un album diverso e lontano dall’ultimo “Distruzione”. Treno in corsa senza sosta e blocco omogeneo inarrestabile, l’album del 2005, ad un confronto con il nuovo lavoro, risulta meno scorrevole e più opaco. “Distruzione” emerge certamente più brillante e coinvolgente. Le differenze fondamentali risiedono nella composizione e nella produzione. E come giustamente suggerisci, il tempo ha sicuramente fatto la sua parte: quelli che li separano sono stati anni di pausa e riflessione per tutti noi. A livello musicale e umano.  Quando siamo tornati a comporre, dopo aver analizzato attentamente ciò che era stato fatto nei lavori precedenti allo scioglimento, abbiamo iniziato a indagare e a lavorare su tutti quegli aspetti che ancora non avevamo preso in considerazione o sviluppato con la dovuta completezza. Consapevoli dei nostri limiti, siamo ripartiti da ciò che non sapevamo fare. “Distruzione” è senza dubbio il miglior lavoro della nostra discografia.

 

3 Come nasce un disco dei Distruzione oggi? Che differenze ci sono rispetto agli inizi?

Nasce come sempre da un lavoro collettivo. È un lavoro molto complesso e che richiede tempo e molta attenzione.. Specialmente se si tratta di realizzare un sesto album. Energia, istinto e rabbia  solitamente sono predominanti ed escono con naturalezza nei primi tre album, ma nei lavori successivi non bastano più. Il rischio è quello di scadere nella ripetitività o peggio ancora nel patetico. Sono l’incastro con l’esperienza, la curiosità e il saper mutare che possono portare alla realizzazione di qualcosa che suoni sempre fresco, sincero e devastante. Riuscire ad amalgamare tutti questi aspetti nel modo migliore è lavoro tutt’altro che semplice e immediato.

 

4 Quali sono le vostre influenze musicali e quali di queste avete messo nell’ultimo disco?

 Il nostro sound è sostanzialmente riconducibile al death metal delle origini, di gruppi come Entombed, Death, Dismember, Pestilence, Gorefest e Carcass, miscelato con del buon vecchio thrash e qualche influenza hardcore che fin dall’inizio ci accompagna.

 

5 Mi ha colpito la maturità dei testi e dell’uso della lingua italiana nel particolare contesto del vostro genere. Anche qui rispetto ai lavori precedenti avverto una maggior forza e sintesi, lasciando intatta la capacità immaginifica, prendendo anche dei bei rischi trattando temi complessi e riferimenti letterari non certo semplici. Come lavorate sui testi? In che misura i riferimenti letterari del disco rispecchiano le vostre personali opinioni?

Con i testi di “Distruzione” abbiamo voluto immergerci in una critica della contemporaneità attraverso dieci racconti letterari. L’eterna lotta tra Scienza e Fede, diversità e confinamenti, totalitarismi nelle sue diverse forme, perdita delle coscienze, è ciò che abbiamo estrapolato dallo sconfinato mondo della letteratura. Questo perché non volevamo che i contenuti si esaurissero in uno spazio limitato come il testo di una canzone. Il testo è l’input per accedere ad una stesura dell’argomento, trattato in modo più ampio e completo. Quindi una possibilità di conoscenza più approfondita. Uno sviluppo verticale verso la profondità opposto al solito orizzontale e più superficiale. Oggi tutti gridano al cambiamento e alla rivolta, ma quasi sempre è solo la ripetizione di slogan pensati da altri e ripetuti in modo vuoto e non veramente sentito, senza coscienza e reale senso critico. Da questo diffuso atteggiamento volevamo fosse chiaro il nostro netto distacco. “Distruzione” è un album di speranza.

 

 6 Trovo ottimo l’equilibrio della produzione. Avete registrato a Parma se non sbaglio, presso la Sliver. Com’è stata la vostra interazione con lo Studio? Come sono nate le scelte sonore? Riprese, mix eccetera…

 Il nuovo “Distruzione” è stato registrato, mixato e masterizzato allo studio “Sliver” di Parma, oggi “Audiocore” con la nuova sede a Fontevivo di Parma, da Simone Sighinolfi e Luca Cocconi. La loro eccellente competenza è stata fondamentale per la resa al massimo di “Distruzione”. Grazie a loro abbiamo finalmente trovato la dimensione e le sonorità perfette per i nostri brani.  È stato un lungo periodo di lavoro ma anche di divertimento: in studio di registrazione birre e cazzate si sprecano sempre!

  

7 Che voto dareste ad ognuno dei vostri lavori. Voto e commento ovviamente. Cosa cambiereste di ognuno potendo?

Non siamo dell’idea di dover dare dei voti ai nostri lavori e tantomeno di dover cambiare qualcosa. Non perché riteniamo siano dei perfetti capolavori, sia ben chiaro, ma semplicemente perché rappresentano nel modo più sincero ciò che siamo stati. Sono segno e testimonio della nostra storia. Con i pregi e i difetti che li caratterizzano. Ogni album è diverso dal precedente. E sempre fuori dalle mode del momento.

 

8 Come giudicate la scena Thrash/Death oggi? E a Parma, com’è?

La scena Thras/Death gode di ottima salute con realtà molto attive e capaci. A livello cittadino e regionale si possono annoverare ottime band come “Spanking Hour”, “Kaptivity”, “Injury”, “Modern Age of Slavery”, “Amassado”, “Dominance”, “Game Over” e tante altre. A Parma ci sono nuovi gruppi, soprattutto tra i più giovani, che stanno piano piano emergendo a colpi di distorsione e doppia cassa!

 

9 Quali sono i prossimi progetti, discografici e non? So anche che ci sono in ballo alcune ristampe?

Stiamo preparando le nuove scalette per gli imminenti live e siamo già al lavoro su alcuni brani che costituiranno il prossimo album. Il 12 marzo, sempre via jolly Roger, usciranno per il ventennale le ristampe in cd e per la prima volta in vinile di “Endogena”. Per l’occasione abbiamo preparato una super edizione con show speciale del nostro “Bus 666”. Oltre a suonare tutto l’album del ’96 abbiamo invitato a partecipare band come “Blindeath”, “Game Over” e…”Raw Power”!!!

Per maggiori info è possibile visitare l’evento sulla nostra pagina Fb.

 

10 Chiudo con una richiesta personale… Ai tempi comprai “Olocausto Cerebrale” tipo tre volte. Ogni volta prestato e mai più restituito (e so anche chi siete: Luca R., Roberto C. e forse Tommaso R. ma non ho le prove per te Tommy): non è che fate uscire una ristampa, magari deluxe edition? Prometto minimo 3 acquisti… Scherzi a parte. Cosa è rimasto di “Olocausto Cerebrale” dopo questi anni e cosa farete fra due o tre anni?

“Olocausto Cerebrale” è stato e rimarrà sempre il nostro indelebile punto di partenza. Ti promettiamo che faremo di tutto per portare giustizia e farti riavere quel disco ormai da tempo introvabile. Da domani la nostra priorità sarà la ristampa di O.C.!!! Scherzi a parte, di queste ristampe si è parlato seriamente e non è da escludere che in futuro non troppo lontano questo avvenga.

Per i prossimi anni abbiamo in mente di fare quello che abbiamo fatto da 26 anni a questa parte: continuare a fare album e concerti come se fosse la prima volta!

Grazie a te ed al sito parmamusica.com per lo spazio che ci avete dedicato. A presto!

Max Scaccaglia

gilbertcerbara

febbraio 28th, 2016

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