Musica d'autore

I Segreti di Charlotte – EP Omonimo – Recensione di Simonetta Collini

I Segreti di Charlotte – EP Omonimo – Recensione di Simonetta Collini

Udite! Udite!  A Parma ci sono ragazzi giovanissimi che fin da piccoli hanno ascoltato i cantautori italiani e si sono appassionati. Niente rock, niente rap, niente hip hop e niente facilonerie melodiche.

L’ispirazione sono i cantautori del Folk Studio , una cantina umida e puzzolente situata sotto un palazzo nel cuore di Trastevere (Roma) che ha dato i natali artistici a gente come De Gregori, Venditti, il meno noto Ernesto Bassignano, Renzo Zenobi, Stefano Rosso, e dove si esibì anche un allora sconosciuto Bob Dylan.

Insomma, la fucina di buona parte del cantautorato di casa nostra, la scuola romana, che pur non andando spesso oltre il giro di “do” ha dato parecchio in termini di discussione sociale, poetica dei testi e collocazione culturale dalla fine degli anni 60 ad oggi.

I poco più che ventenni Filippo e Angelo, che compongono il duo “I segreti di Charlotte”, sono cresciuti con la musica e le parole che in Italia aggregavano i giovani disincantati pronti alla ribellione, all’attivismo politico di un certo colore ma anche alla ri-discussione dei sentimenti, del rapporto uomo donna, dell’amore stesso e dell’introspezione personale. E della voglia di raccontare piccole storie che si presentano timide davanti ai nostri occhi.

E’ quindi piacevole quanto curioso scoprire come due ragazzi così giovani tentino di evolvere un genere se volete un po’ impolverato ma che può riservare ancora qualche sorpresa.
Con un gusto sonoro che a tratti può ricordare i King of Convenience, “I Segreti di Charlotte” ci propongono composizioni delicate che aprono spazio a chi ascolta, a chi li sente e vuole entrare per riempire piccoli e voluti “vuoti” d’arrangiamento, in modo da completare i brani inserendo le proprie emotività. Sempre che lo si voglia.

I testi sono cantati in modo quasi “spezzato”, come per mantenere una sorta di suspence uditiva: quale parola o frase sta per arrivare? “Cecilia in volo”, “Quasi dicembre”, “Come un valzer” e “Promettimi”: 4 pezzi per un ep che traccia una musica ancora “germinale” ma che promette evoluzioni della specie: si sentono influenze un po’ alla Brunori Sas, Tricarico, I Cani ed i tanto magnificati Teatro degli Orrori, ma “I segreti di Charlotte” sono meno grossolani e meno “urticanti”.

E c’è anche più di gusto estetico. Musicalmente minimali, vocalmente qualche incertezza, probabilmente dettata dalla ricerca della giusta interpretazione magari per raggiungere il “maestro” De Gregori e rinfrescarne la linea melodica, in attesa di sapere per dove sta navigando il fanciullo della carinissima copertina, un po’ alla “Piccolo Principe”. Nel loro genere, promettenti.

Giudizio due pallini e mezzo 🙂

Simonetta Collini

gilbertcerbara

dicembre 29th, 2015

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