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Ike Willis & gli Ossiduri allo Shakespeare

Ike Willis & gli Ossiduri allo Shakespeare

Tra le varie costole dei progetti Zappiani, ai quali partecipano i superstiti delle band di allora, Ike Willis è l’unico che davvero ne possa rappresentare l’essenza; forse più di Dweezil (per la cronaca il figlio chitarrista di Frank).

Dico questo perché nei 21 albun del “Maestro” ai quali ha partecipato era lui alla voce, ed ora quella voce, quella presenza, lo humour ed il carisma, si sono fermati allo Shakespeare di Parma; appuntamento imperdibile per chiudere il cerchio Zappiano di chi non ha mai assistito ad un suo concerto.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo prima del concerto grazie a Barbara Barbieri, organizzatrice di questa serata unica, e Filippo, il manager di quel gruppo di macchine da suono che sono gli Ossiduri.

E’ arrivato con in faccia la soddisfazione di chi si è appena mangiato un bel filetto ed ha assaporato del buon vino; ha parlato subito bene della nostra provincia e dell’Italia. Si trova bene qui, ci viene spesso ed è stato lieto di rispondere alle nostre domande:

  • Grazie Ike di essere qui, è un vero onore. Vorrei chiederti innanzitutto che cosa suonerai stasera?
    Non lo so.. e ride di gusto.. E’ tutto in divenire, direi che faremo diverse cose.
  • Sei in tour con gli Ossiduri, cosa pensi di loro?
  • Oh, si… Sono bravi ragazzi e ottimi musicisti. Suono con loro da molti anni.. (fa un segno con la mano ad altezza un metro circa), erano ancora piccoli. Scoppia in una risata e guarda con affetto e sguardo divertito passare uno dei ragazzi.

E’ un omone. Ha gli stessi tratti di quando interpretava il video di You Want What your Is, ma la barba è incanutita, Gli stessi capelli e lo stesso sguardo beffardo. Ogni tanto respira, chiude gli occhi e sorride.

  • Il periodo anni 80 è stato stupendo. La band della quale facevi parte era straordinaria. Vinnie Colaiuta, Warren Cuccurullo – lui suggerisce Ray (White) – certo, Arthur Barrow – lui dice Stevie (certo, Steve Vai). Non so se ci siano band altrettanto micidiali adesso.
  • Grande band. E’ stato un periodo bellissimo. Abbiamo lavorato tanto.. abbiamo fatto molte cose. Tutti ottimi musicisti. Abbiamo condiviso molto tempo insieme.. soprattutto in tour.

 

Va ricordato che nel 1991, due anni prima che Zappa morisse e dopo l’ultimo album originale del 1987, ovvero London Simphony Orchestra volume 2,  venne pubblicato un disco live strepitoso intitolato The Best Band You Never Heard in Your Life (e tanto per capirci alla voce c’era sempre Ike)

  • Com’era la vita con Zappa? Era duro lavorare con lui?
  • Cioè per me no. Io ho sempre lavorato perfettamente con lui, ma era dura. Si provava tantissimo finchè non trovava la perfezione. Si, ma allo stesso tempo era divertente, Frank era davvero simpatico, creava una bella atmosfera. Io mi sono sempre trovato splendidamente.

 

  • Quali sono i tuoi progetti. A cosa stai lavorando?
  • Beh, sto facendo il tour e lavoro ad un album che dovrebbe uscire tra circa un anno, ovviamente ci sto lavorando tra gli impegni, comunque sono soddisfatto, mi sembra davvero un buon lavoro.

 

  • Saranno brani tuoi?
  • Si
  • Pensi di aver subito una influenza dalla musica di Zappa?
  • Oh si. Certo. Assolutamente. Io ho la mia individualità musicale, ma sicuramente c’è stata una permeazione da parte sua e viceversa. Lo stile di ognuno è fatto di mille cose e dunque c’è qualcosa di ogni cosa che ho vissuto.
  • Grazie mille Ike. E’ stato un piacere e un onore. Se possiamo farci una foto sarebbe ancora più bello.
  • Certo, certo.. vieni qui. Dice ridendo (e anche i fan sono stati accontentati, e visto che è così disponibile ci facciamo fare anche una firma sul retrocopertina di You Are what you Is).

Grazie Ike.

Thank you too.

 

Il concerto.

Gli Ossiduri sono una splendida band di Torino fondato dai giovanissimi fratelli Martin e Ruben Bellavia nel 1993. Cominciano ad esibirsi praticamente da bambini principalmente come cover band di Zappa ma, col tempo, il loro repertorio si è arricchito anche di brani originali. Nel corso degli anni hanno aperto alcuni show di Elio e le Storie Tese (collaborandovi anche discograficamente) ed hanno partecipato a diversi progetti Ike Willis. 

L’afflusso è elevato, ma sicuramente non ci si spintona. I ragazzi partono precisi come degli orologi. Cosmik Debris è identico ai live di Zappa, Ike si dimostra un gran chitarrista, gli assoli Zappiani sono tutti suoi, ha lo stesso senso del tempo e dell’armonia. Imbraccia una Stratocaster che tiene sempre in tensione con le pennate decise e l’uso pressoché continuo della leva del vibrato.

Arriva un manifesto di critica feroce ad una certa spazzatura della TV: I’m the Slime dove questo non è certamente il Trash quanto il peggio dell’informazione, della comunicazione governativa, del sistema che fagocita se stesso per alimentarsi.

Outside Now è una danza ipnotica in tempo composto. La voce è sempre quella, i ragazzi sono perfetti.

Il concerto procede con simpatici intervalli; Ike racconta che guardando la TV italiana ha visto Albano e continua a vederlo dappertutto, sente la sua voce dappertutto, è circondato da Albano. Si ride.

Arriva il turno di Bobby Brown Goes Down e Why Does it Hurt i Pee (dove Pee è sublimato in See) e degli assoli di tutti, bravissimi, Alessandro Armuschio alla voce e tastiere – Martin Bellavia alla chitarra e voce (gran tecnica ed espressività) – Jacopo Poretti, che sostituisce Ruben Bellavia, alla batteria (un metronomo) – Marco Arduini, che sostituisce Simone Bellavia, al basso e voce (ottimo groove) e Andrea Vigliocco alle percussioni e tastiere.

Keep i Greasy ha una forza fuori dal comune, la band suona che è uno spettacolo, ma il picco è Down in The Dew durante la quale Ike si lancia in assolo che più Zappiano di così non si può. I suoni distorti inseriti nel tempo complesso, le scale Lydie del maestro di Baltimora, il feedback, si chiudono gli occhi e sembra quasi di sentirlo. Il suo naso che scende dall’alto (come dice Ike) e dice “ragazzi, è tutto Ok”.

Gilbert Cerbara

gilbertcerbara

febbraio 17th, 2017

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