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Intervista a Rocco Rosignoli – A cura di Gilbert Cerbara

Intervista a Rocco Rosignoli – A cura di Gilbert Cerbara

Rocco Rosignoli è un cantautore, chitarrista, polistrumentista, poeta e giornalista parmigiano nato nel 1982.

Nella sua carriera artistica si è impegnato in diversi progetti, dalla canzone popolare, alla musica folk, alla canzone d’autore di propria produzione (testi e musiche) passando per la poesia e la scrittura.
Laureato in lettere con una tesi sulla canzone d’autore, si è da sempre dedicato anche all’attività poetica.

 

Ciao Rocco
Benvenuto innanzitutto su Parmamusica. Ti porgo il saluto dei lettori che ci seguono ringraziandoti per aver il tempo che hai voluto dedicarci e per aver voluto rispondere alle mie domande.

 

Ciao Gilbert, sono io a ringraziare te per tutto il lavoro che hai svolto con passione negli ultimi tre anni per il sito Parmamusica.

  1. La prima domanda è forse apparentemente la più banale. Cos’è la musica per te?

Oggi, prima di tutto, è il mio lavoro, e questa è la gioia più grande. La musica è la mia passione più profonda, di cui cerco di esplorare ogni anfratto, ogni modalità propositiva, ogni aspetto teorico e pratico, esecutivo e creativo. La musica per me è avere gli occhi stanchi per aver scritto e letto, avere i calli sulle dita perché ho suonato troppo, sentirmi “gasato” per i progressi che faccio, e frustrato per quel passaggio che non riesco a eseguire come vorrei; la musica è voglia di comprendere, migliorare, imparare. Per me la musica è crescere, e crescere è vivere.

 

  1. Qual’è il genere di musica che ti piace ascoltare e suonare?

Ho ascoltato di tutto, dall’heavy metal all’hip-hop, ma la mia passione autentica è sempre stata la cosiddetta canzone d’autore – che non è propriamente un genere, ma piuttosto una modalità espressiva trasversale ai generi. Oggi ascolto soprattutto musica classica oppure musica cosiddetta “folk”, di varie tradizioni ed estrazioni. Nel “folk” cerco idee melodiche e ritmiche che non sono nel mio dna musicale per tradizione, nella musica classica cerco la varietà di soluzioni armoniche e melodiche. Il tutto, oltre a darmi il piacere dell’ascolto, va a costituire il mio bagaglio di conoscenze e di possibilità espressive. Quello che mi piace suonare non è un genere, ma ha diverse caratteristiche. Mi trovo davvero a mio agio nel suonare strumenti acustici in mezzo ad altri strumenti acustici, mi piace che tessano armonie anche semplici ma non banali; mi piacciono le linee melodiche emozionanti e i ritmi dilatati, senza batteria o percussioni.

 

  1. Quali sono i tuoi riferimenti musicali? 5 artisti imprescindibili della storia della musica.

Cinque sono davvero pochi! Ti faccio volentieri cinque nomi imprescindibili per la mia personale storia di fruitore di musica, ma in assoluto non sarei davvero in grado di operare questa sintesi! 🙂 Io ci metto Bach, che in musica è praticamente sinonimo di “imprescindibile”. Poi Beethoven, che è il compositore più emotivamente coinvolgente per me, uno spirito rivoluzionario che dà forma alle passioni in musica. E poi faccio un saltone a pie’ pari, arrivando ai cantautori: il più importante per me è Leonard Cohen, che sa infilarsi con maestria nelle pieghe più intime dei moti dell’animo; Francesco Guccini, grande cantore della modernità che mantiene un filo rosso indissolubile con il mondo contadino, un artista cresciuto nell’appennino, che lui stesso definisce come una “propaggine di medioevo” arrivata fino ai tempi della sua infanzia, e poi travolta dall’industrializzazione; e l’amico e collega Max Manfredi, lucido visionario dalle capacità compositive ed esecutive assolutamente strabilianti.

 

  1. Come ti sembra la scena musicale di Parma?

Sicuramente molto viva, siamo in tanti a fare musica come occupazione principale. Altrettanto sicuramente, però, devo dire che c’è un certo isolamento tra chi opera nei diversi settori – isolamento che probabilmente non è dovuto a superbia, ma all’abitudine di vivere i generi musicali come fossero chiusi in compartimenti separati. L’isolamento esiste tra i musicisti di vari generi all’interno della città, ma anche tra ciò che avviene in città e ciò che esiste al di fuori. Ovviamente questo è un discorso generale e pecca di approssimazione.

 

  1. Ci parli dei tuoi progetti?

Molto volentieri! Il mio progetto principale è sempre quello di scrivere canzoni e arrangiarle, fare dischi e concerti di pezzi miei. Accanto a questa realtà, che fortunatamente esiste e va avanti da più di dieci anni (anche se il mio primo disco ufficiale, “uomini e bestie”, è del 2011), faccio tante altre cose. Mi occupo di didattica, insegnando chitarra nella scuola Musicanto. Preparo lezioni-concerto riguardanti i cantautori, ma anche percorsi tematici di ambito storico (prima guerra mondiale, resistenza, cultura orale…). Siccome suono tanti strumenti, lavoro anche per altri artisti con chitarra, violino, mandolino, bouzouki… al momento sto preparando la colonna sonora di un Falstaff per bambini, per una produzione del Teatro del Cerchio che mi vedrà in scena come musicista (fisarmonica e violino) e attore. Inoltre faccio laboratori per bambini, sia musicali che di teatro-canzone, e compongo musiche per film e documentari. E non dimentichiamo il Coro del Malfattori, coro polifonico con repertorio politico e sociale, che ho preso a dirigere da un anno. Mi occupo dei loro arrangiamenti e di seguirli nelle prove, oltre a dirigerli dal vivo.

La parte creativa del mio lavoro mi riesce abbastanza facile, la cosa più faticosa è tenere il filo di ogni singolo discorso!

 

  1. Se potessi avverare un desiderio quale sarebbe?

Il mio desiderio più grande era da sempre quello di riuscire a fare della musica il mio lavoro. Ci sono riuscito e ne sono contento, è un privilegio non da poco quello di fare solo ciò che si desidera dal risveglio fino al sonno – anche se comporta tante ore di studio, lavoro e fatica. Probabilmente l’unico desiderio che nutro è quello di riuscire a coniugare tra loro tutte le cose che faccio senza ansie e preoccupazioni. Ma penso che queste siano semplicemente ciò che chiamiamo “vita”! 🙂

 

Grazie mille

Gilbert

gilbertcerbara

settembre 17th, 2017

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