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Lovesick Duo – Recensione a cura di Simonetta Collini

Lovesick Duo – Recensione a cura di Simonetta Collini

Dal rock’n’roll delle radici, dal Mississippi delta blues, country e bluegrass, ecco i Lovesick Duo.
Vecchie conoscenze del rock’n’roll made in Parma e provincia, due componenti della Paul Mad Gang hanno deciso di svestire gli scintillanti panni del rockabilly più sfrenato e di tornare alle radici, là dove è tutto è iniziato e là dove l’essenzialità del folk è patrimonio culturale degli Stati Uniti d’America, Nazione dove il suo Presidente, non importa se bianco, nero, democratico o repubblicano, può disporre di una biblioteca privata che comprende anche la raccolta di tutti i testi della canzoni di Bob Dylan e può leggersela quando vuole. La scelta di Francesca Alinovi, talentuosa contrabbassista tanto esile quanto energica, e di Paolo Roberto Pianezza, meta/hipster alla voce e chitarre, è quanto di più lontano il mercato italiano possa concepire, e quindi: perchè? Con la Paul Mad Gang, insieme a Damien Rizzo e Ivano Zanotti, avevano raggiunto un ottimo livello di notorietà ed una qualità “live” di alta professionalità, molto coinvolgente e apprezzata anche all’estero, tanto da essere chiamati a suonare in mezza Europa, oltre che negli USA, con tanto di sponsor ad hoc.
Questo disco è nato dopo il secondo viaggio di Paolo a New Orleans durante il quale ha intrapreso un percorso mirato a riprendere brani della tradizione americana e proporli in chiave semiacustica, in duo. Tutto ciò che si trova in questo disco sono cover, spogliate di qualunque “fronzolo” e riarrangiate all’ essenziale.
Non c’è la batteria in nessun brano, gli unici momenti “percussivi” sono ad opera di Francesca, che “slappa” sul contrabbasso o, in qualche pausa, semplicemente batte la mano sulla cassa armonica.
Ci sono un paio di particolarità: i brani sono stati tutti registrati audio e video in diretta al Marizza Studio (lo studio di Paolo), tranne uno: “Big River” di Mr. Jonhhy Cash, ripresa direttamente in un tranquillo sabato mattina durante una session di Busking in Via Indipendenza a Bologna. Tra i pezzi rivisitati dal Lovesick Duo, spicca ovviamente la storica “My land is your land”, che Woody Guthrie scrisse all’inizio degli anni ’40 in risposta a “God bless America” di Irving Berlin, uno degli inni epici degli Stati Uniti, che il padre del folk americano considerava poco realistica, se non addirittura faziosa. Un bell’atto di protesta, per l’epoca.
Come a New Orleans, anche a Bologna si può suonare per strada, e quest’idea del sound nudo e crudo esattamente come facevano i vecchi bluesman e come fanno ancora in tanti in America è piaciuta parecchio a Paolo e Francesca tanto che la decisione è stata quella di eseguire i brani esattamente in questo modo.
Appena possono suonano per strada, con dinamiche completamente diverse dal concerto classico, davanti ad un’audience che va interessata e coinvolta anche grazie al particolare volume di una chitarra resofonica. E’ un disco che nasce prima di tutto “on the road”, per scelta ma anche per necessità, come dice la stessa Francesca Alinovi “Ovviamente è stato solo uno “start up” poiché l’idea è nata a Febbraio 2015 quando ancora suonavamo con la Paul MaD Gang. Sembrava quindi un progetto B-side nato dal profondo amore, mio e di Paolo, per questa musica che volevamo vivere in condivisione totale. Inoltre, con una formazione così ridotta all’osso, ci siamo resi conto di avere un sound consono ad alcuni locali piccoli soprattutto nei centro città, dove poter suonare sembra essere diventato un lusso e soprattutto dove sembra ormai appurato che la batteria sia uno strumento troppo rumoroso per poterlo avere in una band.” Triste “presa di coscienza”… E così, dopo 5 intensissimi anni di attività con la Paul Mad Gang, la decisione di sciogliere il gruppo, serenamente e senza rancore, e preservare tutto il meglio di quanto vissuto evitando di dover portare avanti una situazione che aveva perso il suo splendore originale e la sua energia. (per la cronaca, anche Damien ha formato un duo insieme alla sua attuale fidanzata Elisa al violoncello).
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,mi prese del costui piacer sì forte,che, come vedi, ancor non m’abbandona.”
Dante dedicò loro buona parte del V canto dell’Inferno: i “nostri” Paolo e Francesca, ci auguriamo, non hanno una vita così difficile pur essendo comunque travolti dal “calore” di quel “bacio tremante” che a noi piace credere arrivi dalla MUSICA, dalle radici, da semplici accordi che troppo spesso vengono dimenticati nonostante abbaino dato il via a quasi tutto ciò che ascoltiamo oggi. Il percorso di questa coppia di musicisti è appena iniziato: sono già pronti circa 20 pezzi, tutti in italiano, che con ogni probabilità usciranno entro l’estate.

Voto: °°°

gilbertcerbara

aprile 22nd, 2016

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