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Sfigher – Fatto per Sognare (2016) – 2 recensioni a cura di Max Scaccaglia e Gilbert Cerbara

Sfigher – Fatto per Sognare (2016) – 2 recensioni a cura di Max Scaccaglia e Gilbert Cerbara

Una doverosa premessa prima della lettura. Questa doppia recensione farà discutere, lo sappiamo. Ci abbiamo pensato tanto prima di pubblicarla perché è senza sconti. Recensiamo Max Scaccaglia ed io (Gilbert Cerbara) un gruppo di indomabili rocchettari della provincia: gli Sfigher, che portano avanti con una caparbietà fuori dal comune la loro idea di musica; da molti sostenuta con incrollabile entusiasmo e da altri ostracizzata. Nel disco c’è la loro  onestà e la loro faccia, noi metteremo le nostre allo stesso modo. Loro si sono esposti alla nostra “critica” e noi ci esponiamo al “giudizio” di chi ci legge, del gruppo e di tutti coloro che li seguono con amore. Gilbert.

Sfigher – Fatto per Sognare (Autoproduzione – 2016) Recensione a cura di Max Scaccaglia
Noi non ce ne accorgiamo, ma il nostro “Io Rock” interiore è stato plagiato da una generazione di DJ americani che negli anni ’70 selezionavano accuratamente i pezzi da “heavy rotation” e alta densità di ascolti. Rock FM da cui nacque addirittura un genere portante, dominante il nostro immaginario: l’Adult Oriented Rock. AOR.

Esistenzialismo, amore, temi personali risolti in giri di chitarra e ritornelli da cantare a squarciagola tra un rifornimento di benzina e l’altro. In Italia, soprattutto in Emilia, ci fu uno strano, nostrano fenomeno “AOR” (passatemi il parallelo azzardato): i Nomadi. Che piacciano o no, con temi pesanti e pensanti radunarono il canto accorato di intere generazioni cresciute a pane e Daolio. Da Sala Baganza gli Sfigher sembrano inseguire questi mondi paralleli.

Un nutrito e appassionato nugolo di fan riempie concerti e canta con sentimento le loro canzoni, fatte di amore, problemi esistenziali e riflessioni sulla vita. Tra una ballata come “un giorno ok” o “se” e digressioni distorte, un diffuso approccio hard rock si spande nelle 8 tracce di questo “Fatto per Sognare”, non prive di un proprio fascino: alla Negrita in “si può ancora sognare” o più hard rock come “adesso” e “scusa no”, assieme all’andante singolo “dire fare amare” di cui hanno appena pubblicato un video che mentre scrivo fa su Youtube 29.596 visualizzazioni.

Dove sta però il punto per mettere a fuoco questo lavoro? Sta nella sua diffusa immaturità. Dico diffusa non esistendo un ambito specifico nel quale questa “freschezza” in negativo va a connotare un lavoro affrettato. In primo piano la voce che assieme ad una buona espressività vive sempre leggermente al di fuori della linea di intonazione, creando un diffuso e pervasivo effetto straniante, traccia dopo traccia. Gli stessi arrangiamenti portano il segno dell’inesperienza.

Chitarre ingenue e involontariamente storte dall’immancabile assolo liquido, le classiche rullate sparse a mo’ di prezzemolo, riempimenti zoppicanti e datate tastiere alla Nomadi: il tutto si fonde in una mancanza di compattezza, di portanza e di credibilità che rende l’ascolto spesso fastidioso, sfociando nel classico effetto “demo” che potremmo anche incoraggiare se si trattasse di una giovanissima garage band. Infine il taglio dei testi dove tentativi di approfondimento cadono in riflessioni vaghe e inconsistenti, in un clima di eterna epica adolescenziale, senza più la freschezza che possa renderla apprezzabile. Un po’ la sintesi di questo lavoro.
Voto 3/10

 

Sfigher – Fatto per Sognare (Autoproduzione – 2016) Recensione a cura di Gilbert Cerbara
Gli SFigher sono una Rock Band parmigiana di 5 elementi nata nel 2009 e capitanata da Marco Coruzzi e Danilo Lazzari. La poca considerazione in sé stessi, nelle fasi iniziali, li porta a coniare per il gruppo il nome “SFigher” nome che difendono tenacemente nonostante il connotato potenzialmente negativo che esso potrebbe portare.

La tenacia è infatti la caratteristica preponderante della band, delle canzoni e del disco. Un impianto rock vecchia maniera, dove la conservazione la fa da padrona per ripresentare alcuni cliché tipici del rock e dell’Hard, chitarre arpeggiate nelle intro e tastiere che rispondono ora alla voce e ora alla chitarra. I testi sono intimisti e descrivono il rapporto conflittuale e tormentato tra l’uomo (o meglio l’artista) ed il mondo esterno, descrizione che parla di disagio, di un obiettivo da raggiungere oppure di una battaglia da combattere. Si tratta di musica rassicurante, conosciuta, e che per questo raccoglie moltissimi fan che seguono il gruppo con grande affetto.

All’ascolto, un aspetto (difetto?) che riscontro subito, è che i testi sono inseriti troppo forzatamente nella metrica, anche quando la frase potrebbe essere ricostruita in altro modo; questa caratteristica fa sì che molto spesso il cantato non sia fluido, omogeneo, ma tenda sovente ad incepparsi, a comprimersi. Le intro di Adesso e Dire Fare Baciare sono molto simili, ma una è in elettrico e l’altra in acustico, in ogni modo l’incedere è anni 80, la cassa pulsa molto regolarmente e la chitarra ha il suo classico stoppato sui Power Chord. Non mancano le ballad alla Scorpions (“Se” e “Un giorno OK”) e i rimandi alla Saxon (Adesso) con uno sguardo agli Stadio (Io sono qui).

Per concludere: “Fatto per”Sognare” racchiude i pregi e i difetti di un gruppo come gli Sfigher. Cominciando dai pregi: grande entusiasmo, grande gioia, caparbietà, decisione, energia, senso di appartenenza ad alcuni valori, desiderio di dialogare con un certo pubblico e musica ben definita. Entrando nei difetti invece, si tratta di un prodotto già sentito, non perfettamente eseguito, discontinuo e autoreferenziale.
Voto  6/10

gilbertcerbara

giugno 1st, 2016

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