Musica Egizia ed Ebraica

Musica Egizia def

Come già accennato nel capitolo sulla musica Preistorica e Tribale la musica è contemporanea all’uomo e ne accompagna ogni aspetto della sua esistenza. La presenza della musica nella vita degli uomini antichi è testimoniata da dipinti e bassorilievi provenienti dalla Mesopotamia e dai antichi documenti del popolo Ebraico.

La Mesopotamia è una regione, detta anche Mezzaluna fertile, che si sviluppava sul corso dei due grandi fiumi Tigri ed Eufrate e che corrisponde grossomodo all’odierno Iraq, ad una parte della Siria, all’Iran sudoccidentale ed una parte della Turchia.

Quest’area è stata abitata da molti popoli: Ur, Sumeri, Babilonesi, Assiri eccetera, che hanno lasciato alcune tracce della loro attività. Molto conosciuto è il bassorilievo di alcuni Arpisti Sumeri di Lagash conservati al museo del Louvre, in altre opere Assire sono visibili musicisti con tamburelli, cimbali e lire che suonano in cerchio.

Si ritiene che, originariamente, la musica fosse trasmessa oralmente e insegnata per imitazione, il ritrovamento di documenti di trascrizione musicale e frammenti di arcaici protospartiti musicali fa pensare che l’uomo abbia sentito molto presto l’esigenza di fissare su supporto solido le melodie che avrebbero potuto essere dimenticate.

La prima testimonianza scritta di una forma musicale è presente in una tavoletta di argilla ritrovata a Nippur, in Mesopotamia, risalente al 2000 a.C. che, in caratteri cuneiformi, rappresenta istruzioni frammentarie per l’esecuzione di una melodia.

Da uno scavo effettuato a Ugarit proviene un documento del 15° secolo a.C che raccoglie una canzone completa, abbiamo anche vari reperti degli strumenti musicali dell’epoca, sono giunti fino a noi dei reperti archeologici di arpe risalenti addirittura al 1700 a.C.

Sappiamo che presso gli Egizi la musica accompagnava le cerimonie rituali ed i banchetti con gli strumenti a corda, arpe angolari ed arcuate, lire e anche liuti (nel secondo periodo) e nelle tombe abbiamo dipinti che raffigurano con precisione strumenti a sfregamento e percussione, come sistri e tamburi, gli strumenti a fiato erano clarinetti doppi e trombe.

A questa civiltà appartengono i primi esempi di semplice direzione orchestrale, con un conduttore che dirigeva un piccolo gruppo di musicisti, questo fa dedurre che fosse presente nella loro musica una forma semplice di armonia, sappiamo che gli egizi usavano intervalli tra le note di quarta, quinta e ottava.

Autori successivi, greci e romani, parlano della musica egizia come di un esempio di bellezza, Platone loda la musica egiziana come esempio di bellezza, forse anche Pitagora ne è stato influenzato, indubbiamente non dobbiamo pensare che esistessero blocchi separati e senza comunicazione, sicuramente un certo scambio avvenne ed è lecito pensare alla musica egizia come ad uno dei fondamenti della musica occidentale successiva.

Altro importante basamento della musica moderna è l’antico popolo d’Israele per il quale la musica aveva la funzione essenziale di glorificare il proprio Dio, la Bibbia infatti veniva recitata cantandone i salmi (salmodiare) e gli strumenti utilizzati erano a fiato (trombe e fiati) e piatti (cimbali).

Nella Bibbia vi sono descritte le cerimonie e gli strumenti per eseguire le melodie principalmente con strumenti a aerofoni (a fiato), dalla particolare lettura cantata delle scritture e dei salmi germinerà la musica sacra dei primi Cristiani e del canto sacro medioevale europeo detto successivamente Gregoriano.

Gilbert

Fonti principali:
Riviste di settore
Enciclopedia Conoscere – Fratelli Fabbri Editore.
Gli Strumenti  Musicali – Fabbri Editori
Wikipedia
Ilaria Bendinelli: Antika.it
http://www.antika.it/007275_strumenti-musicali-nellantico-egitto.html