Musica Preistorica e Tribale

Danze tribali Musica preistorica e tribale

La musica preistorica e tribale può essere circoscritta alla specie Sapiens Sapiens nell’età della pietra, periodo che approssimativamente si situa dal pleistocene al neolitico, cronologicamente da 2 milioni e 500 mila anni fa a circa 8000 anni fa, più o meno fino all’età dei metalli e della nascita della tecnologia.

Della musica preistorica conosciamo molto poco, perlopiù qualche reperto di strumento musicale molto semplice, ma non è assurdo ipotizzare che via sia una certa somiglianza tra quella che doveva essere l’espressione musicale del tempo con quella delle tribù non civilizzate (totalmente o parzialmente incontattate) che possiamo studiare al giorno d’oggi.

In questi agglomerati notiamo quanto sia importante la musica, racconta e accompagna le principali cerimonie, nascite, raggiungimento dell’età adulta, matrimoni, morti, con preciso carattere di preghiera, o magico, oppure propiziatorio.

La musica allontana gli spiriti malvagi, invoca la guarigione o benedice la caccia, conosciamo coinvolgenti e terribili danze della guerra, la famosissima danza dei guerrieri Maori, la Haka, quella degli indiani d’America o del popolo Zulu basate su un ritmo ipnotico e costante e su canti di gruppo.

Fra i popoli le tribù senza alcuna civilizzazione, immersi nella natura e nella caccia è chiara la consapevolezza della presenza di una vibrazione universale delle cose visibili e invisibili e su questo fondamento si basa la loro stessa esistenza.

Nelle tribù africane ogni attività diviene ritmo, la battitura dei semi sull’aia e la macinatura collettiva della farina nel mortaio, la percussione della lama che prepara una palizzata, tutto questo si evolve in canto e il canto in danza e musica.

Le donne cantano mentre il telaio tesse ritmico e il martello batte mentre forgia un utensile in metallo cadenzando l’incedere dei passi o la sequenza delle parole in una frase.

In origine doveva essere il canto la forma principale dell’espressione musicale primitiva, imitazione del verso degli animali, il richiamo per la caccia, la riproduzione dei suoni della natura come la carezza del vento ed il suo fischio struggente.

Altre testimonianze si possono trovare nelle ultime tribù selvagge del Brasile, Perù, Colombia, India, Papua, oltre agli strumenti a percussione generica a frizione, sono presenti semplici flauti dritti a becco e qualche elementare salterio a corda.

Se in Africa la ritmica è estatica e trascinante e la danza percuote la terra con i piedi in battere, in Asia e Sud America si eseguono spesso semplici melodie appena ritmate dal delicato suono dei sonagli nelle gambe legati ai piedi dei musicisti.

Strumenti ritrovati negli scavi di insediamenti umani e risalenti alla preistoria sono sonagli di conchiglie e denti, strumenti idiofoni a percussione e frizione, zucche ripiene di semi, flauti dritti a fessura e corni di animali, fischietti, certamente tamburi.

Gilbert

Fonti principali:
Riviste di settore.
Enciclopedia Conoscere – Fratelli Fabbri Editore.
Gli Strumenti  Musicali – Fabbri Editori
Wikipedia