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Parmamusica chiude a fine anno

Parmamusica chiude a fine anno

Dopo tre splendidi anni Parmamusica cessa la sua attività.

Mi sento di ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a fare di questo sito un luogo piacevole e ricco di contenuti interessanti: li conoscevate tutti anche prima di conoscere me, li ritroverete tutti nel mondo della musica al quale siamo tutti interessati, in un modo o nell’altro.

Pierangelo Pettenati, Federico Arcuri, Simonetta Collini, Max Scaccaglia, Francesca Rossi dal Monte, Luca Garulli, Eddy Lovaglio, Davide Mazza e Maxx Rivara.

In questo periodo di attività Parmamusica ha pubblicato molte cose; come credo saprete abbiamo parlato nella sezione artisti di alcuni dei personaggi più interessanti della provincia (purtroppo non tutti), li cito in ordine alfabetico:

Giovanni Amighetti, Beppe di Benedetto, Niccolò Bossini, Blanck (di Davide Mazza), Ugo Cattabiani, Giulia di Cagno, Leonardo Caligiuri, Giorgia Camurati, Stefano Carrara, Celeb Car Crash, Giovanna Dazzi, Earthist, E-Motu, Claudio Ferrarini, Gio’s Sisters, Las Karna Murta, The Lemon Flavour, Luca Lanza, Hotel Monroe, Jerry Mangoni, Journey To Gemini, Kalevala, Madrèga, ManinBlu, Marlat, Meri Maroutian, Michele Morari, Musicanti di Grema, Lelio Padovani, Rocco Rosignoli, Francesca Rossi dal Monte, Luca Savazzi, Max Scaccaglia, R-11, La Restaurazione, RoseZ Trio, Riccardo Sandiford, I Segreti di Charlotte, Self Portrait, Sfigher, Sine Munda, TNT, Simone Tosto, Martino Traversa, Emiliano Vernizzi, Claudio Tuma, Wet Blankets ed i non più attivi Diskordia.

Sono stati recensiti molti eventi e dischi: il CD dei Musicanti di Grema, il concerto di Claudio Ferrarini e Riccardo Sandiford alle Terme Berzieri, il concerto degli XY Quartet allo Shakespeare Live, I Genesis Piano Project al Comunale di Fontanellato, il concerto dei Minessanger e del Beppe di Benedetto 5tet, il concerto di Benedicte Maurseth e Asne Valland Nordli, l’intervista al Maestro Martino Traversa, a Federico Malaman, A Beppe di Benedetto, la recensione di Waschmachine degli R-11, l’intervista a Michele Morari, ad Emiliano Vernizzi, a Danilo e Marco degli Sfigher, il tributo dei chitarristi di Parma a B.B.King, l’intervista a Giovanni Badi Cantù (TNT), il tributo al grande bassista Louis Johnson, l’intervista ad Alessandro Fedrigo, a Simonetta Collini, la recensione dell’album di Letizia Brugnoli (Through Our Life), l’intervista a Christian Galli del Darkleech, la recensione de Le Canzoni dell’Automobile del collettivo Maninblu, la recensione di Mucha Lucha dei Celeb Car Crash, di Scansadiavoli di Rocco Rosignoli, de Storie in Brutta Calligrafia de Il Ciro, di Sine Die dei Marlat, del Rigoletto del Festival Verdi 2015 di Francesca Rossi Dal Monte, di Elevation di Jaime Dolce, di Mentha di Sara Loreni, l’intervista a Ivan Zaccarini, la recensione di Nella Polvere de La Restaurazione, l’EP de I Segreti di Charlotte, dell’album omonimo dei Distruzione, l’intervista a Maxx Rivara, la recensione de Le Nozze di Figaro di Francesca Rossi dal Monte, di Nato Per Questo di Frank Cadoppi, de Il Paese del Tramonto degli Unreal City, di Carta Canta dei Mè, Pèk e Barba, l’intervista ai Distruzione, la recensione di Alchemica degli Hotel Monroe, l’analisi Vuoi aprire un Locale a Parma di Simonetta Collini, recensione al disco dei Lovesick Duo, l’intervista a Luca Lanza, l’articolo sui vincitori ParmAwards, la doppia recensione di Fatto per Sognare degli Sfigher, l’intervista ai Karne Murta, la doppia recensione di h3llo w0rld di Coding Candy, di Onion Eathers dei Beggars on Higway, di The Color White di Holygold, di People Are The Best Show dei Celeb Car Crash, di Buried at Sea dei My Dead Idols, l’intervista alla Restaurazione,  la recensione del CD dei Journey To Geminy, di Waves di Lelio Padovani, dei Rock’n’Roll of Famine, la doppia recensione di Malaccetto di Ugo Cattabiani, di Dark Dream dei Chained, di Orione di Giovanna Dazzi, la storia dei Kirlian Camera di Davide Mazza, l’intervista ad Arjuna Iacci, la recensione del concerto di RJ Moretti: Il Canto delle Sapienze, di 36 Stanze dei Machete, dei Concerti del Boito, l’articolo sui dipinti musicali di Nicola Simonazzi, il concerto di Ike Willis e gli Ossiduri allo Shakespeare, l’intervista e la recensione di Kaleidoskope di Niccolò Bossini, i Quattro incontri delle Parole da Ascoltare, l’articolo su Sanremo di Maxx Rivara, la recensone di Ful degli Head Limo, la Boheme (c’era una volta l’opera), la recensione di Irrilevant Pieces dei My Gravity Girls, la Rassegna A Tu Per Tu, la recensione di Nor Sea, Nor Land Nor Salty Waves di Roberto Bonati, il racconto di Giovanni Civa: Note Scoordinate di un Uomo Assemblato Male, il concerto di Kremer e Kang, i Masnadieri a Busseto, l’articolo su Prometeo-pubblico e Musiche Altre di Beppe di Benedetto, l’articolo su Paola Sanguinetti, l’analisi The Criticisti-Storia di un tradimento mai consumato, l’intervista a Matteo Brozzi, ad Alberto Padovani, la recensione di Re-Birth di Pier Bernardi.

Un grande lavoro, frutto di impegno e grande volontà che mi ha dato immense soddisfazioni e solo piccoli crucci.

La scena musicale di Parma è un mondo relativamente piccolo e ricco di energie ed è normale che si creino piccoli egoismi e rancori, anche legati tangenzialmente al sito.

Artisti che non accettano la critica perché la considerano ingiusta e riduttiva nei loro confronti, lettori ed “esperti” che giudicano ogni recensione che non scaturisce dalla loro tastiera con sufficienza e senso di superiorità non considerando che, almeno per quel che mi riguarda, ho sempre acquistato i dischi, li ho ascoltati approfonditamente e li ho sempre recensiti onestamente.

Non mi sono mi piaciuti i gruppetti, i circoli magici, i “noi contro loro” e i “siamo li meglio fichi del bigoncio”, e con questi principi ho cercato di portare avanti questo sito anche a costo di rimetterci, di rimanere isolato e di non integrarmi. Qualcuno l’ha capito e qualcuno no.

Apprezzo la passione che i musicisti mettono nel comporre, la caparbia con la quale inseguono una produzione o il raggiungimento della quota prefissa per la raccolta fondi, l’impegno che profondono nella realizzazione del loro progetto.

Ho perseguito la mia passione “non professionalmente”, senza scopiazzare nessuno e in modo assolutamente originale e mi ha ispirato l’idea di dare voce a tutti quelli che non l’avevano anche se spesso ho avuto l’impressione di scrivere recensioni che nessuno legge di dischi che nessuno ascolta, ma l’ho sempre fatto con grande amore.

Ora posso tornare a godermi la musica con serenità e passione. Ci vediamo in giro.

Grazie a tutti

Gilbert Cerbara

gilbertcerbara

settembre 9th, 2017

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