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Pier Bernardi- Re-Birth – A cura di Gilbert Cerbara

Pier Bernardi- Re-Birth – A cura di Gilbert Cerbara

È una strana e bella fusione quella che troviamo ascoltando questo disco. L’incontro di diverse personalità musicali, ognuna di queste con caratteristiche precise, crea una alchimia estremamente particolare. Per descriverla è necessario, innanzitutto, descrivere gli elementi che ne compongono l’insieme. Il primo è, ovviamente, Pier Bernardi, un bassista cresciuto nel nostro territorio, ma che suona professionalmente in molteplici progetti a livello nazionale.

Ha suonato con l’indie band “Il Pianto di Azzurra”, gli “Art of Frequency”, il bluesman del deserto “Faris Amine” ed ha inoltre accompagnato musicisti come Mike Campese, Darren Ashford (Black Eyed Peas, Sean Paul, Will Smith, Joss Stone), Paul Gilbert (Mr.Big) e Dave Holmes (Brian May and Roger Taylor) nelle loro clinic o workshop.

Bernardi è il compositore e suona il basso elettrico in tutti i 10 brani di Re-Birth; per riuscire a finalizzare il suo progetto, ha coinvolto Giovanni Amighetti, produttore e musicista (Giulio Capiozzo degli AREA, Realworld, l’etichetta di Peter Gabriel, Terem Quartet, Adel Salameh, Mari Boine e Ayub Ogada Fred Frith, cittadino onorario della California) che, con la sua visione lucida e aperta, ha saputo mettere insieme artisti molto eterogenei che hanno portato nel disco il loro patrimonio musicale.

Nomi di primo livello che hanno garantito la fusione di una molteplicità di stili: alla chitarra Martin Kent “Ace” (Skunk Anansie), il batterista Michael Urbano (Sheril Crow, Smash Mouth, Ligabue, Zucchero), ai quali si sono aggiunti, con partecipazione, straordinaria David Rhodes (Peter Gabriel), Roger Ludwig e Paolo Vinaccia.

Questo album raccoglie echi di molti generi musicali, dal rock puro di Urbano alla sperimentazione di Amighetti, dal rock distorto e lancinante di Ace fino al pop fusion di Bernardi.

La batteria di Urbano è cadenzata e molto in evidenza (anche troppo) ma stiamo parlando di un rocker sicuramente poco propenso a snaturarsi ed a perdere la sua identità, questo crea un bel suono, secco e incisivo ma un poco ripetitivo sul quale si poggia però molto bene l’utilizzo discreto delle misteriose tastiere elettroniche.

Trovo efficace la chitarra di Ace in tutti i territori esplorarti, fortunatamente non si lancia in bizantinismi black.

Una menzione speciale a David Rhodes che partecipa al brano Grace, creando dei suggestivi quanto evocativi tappeti a volte acuti altri dolci e grevi di notevole bellezza.

Il protagonista ed ideatore di questo progetto (Pier Bernardi) col suo modo di interpretare il basso utilizza suoni secchi regolari e, nonostante una ottima tecnica, non si lancia in virtuosismi sterili quanto a volte noiosi non correndo mai il rischio di farsene fagocitare; il risultato è una presenza sicura e costante in ogni brano.

Nel suo bassismo sento accenti di Michael Manring, Roger Waters e Jean Baudin.

Alcuni brani sono belli e interessanti: “Stars and Stones”, “I’m Ready Now”,”While You Are Sleeping”, Grace (con un fantastico Rhodes). Gli altri brani risultano un poco meno efficaci ma comunque sempre molto ben strutturati ed eseguiti.

È un lavoro molto importante per Pier Bernardi, sia dal punto di vista espressivo che da quello delle collaborazioni. Complienti!

Tracce:

  1. Bus Your Hand
  2. Stars And Stones
  3. World Syncope
  4. I’m Ready Now
  5. While You Are Sleeping
  6. Grace
  7. Blonde Noise
  8. Little Square Of Miracles
  9. Dresses Upon Us
  10. My Eyes Are Yours

Musicsti
Pier Bernardi – basso
Ace – chitarra
Giovanni Amighetti – synth
Michael Urbano – batteria
David Rhodes – chitarra su Grace
Roger Luovigsen – chitarra su Grace
Paolo Vinaccia – batteria su Grace

Gilbert Cerbara

gilbertcerbara

agosto 27th, 2017

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