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Roberta di Mario – Lo Stato delle Cose – Recensione a cura di Gilbert Cerbara

Roberta di Mario – Lo Stato delle Cose – Recensione a cura di Gilbert Cerbara

E’ un po’ di tempo che avevo intenzione di scrivere di questo album di Roberta di Mario, musicista raffinata, compositrice, autrice, pianista, cantautrice e producer che davvero meriterebbe molta più visibilità su di sé e sul suo lavoro.

Lo Stato delle Cose risale al 2014, all’epoca il sito era appena nato, Roberta sarebbe stata presto premiata ai ParmAwards e noi guardavamo avanti, ma il pensiero che questo lavoro così ben confezionato non diventasse parte della memoria storica del sito ha continuato a riproporsi ciclicamente, e quindi (anche in considerazione di una sorpresa che vi stiamo preparando) ve lo propongo.

Artista multiforme, talentuosa pianista diplomata in Pianoforte al Conservatorio di Parma con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, voce intensa e versatile e, se non bastasse, aspetto estetico davvero attraente, in Roberta si concentrano tanti talenti.

Per la creazione di questo lavoro si è rivolta a Pietro Cantarelli, polistrumentista e produttore di Parma di lunghissimo corso, che ha collaborato con Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, giorgio Gaber, Roberto Vecchioni, Samuele Bersani, Cristiano de Andrè e molti altri.

Le premesse per un lavoro di alta qualità c’erano tutte, il rischio di portare in campo personalità così definite e non proporre qualcosa di realmente nuovo anche.

Si tratta di un doppio CD album: il disco 1 raccoglie le canzoni, il disco 2 i brani suonati da Roberta al pianoforte.

La produzione è di alto livello, la grafica curatissima a cominciare dalle immagini, l’insieme è molto raffinato e si percepisce lo studio approfondito e il desiderio di creare un prodotto ineccepibile.

Musicalmente parlando le atmosfere sono rarefatte e pulite, senza troppe sovrastrutture, i suoni sono un po’ datati, spesso anni 90, un certo filone Pop-Jazz italiano con inserti New Pop e orchestrazioni anni 70.

Il primo brano è Lo Stato Delle Cose; è sempre stato il mio preferito e lo rimane ad ogni ascolto, l’introduzione da Drum Machine spiazza un poco, ma lo preferisco alle solite spazzole del Jazz, è decisamente un brano “Sanremese” dalle atmosfere rarefatte e nette ed un testo e un incedere che vogliono piacere al primo ascolto. Con me ha funzionato.

In tutti i brani la presenza di Pietro Cantarella si sente, suona Pianoforte e Tastiere, Chitarre, Basso e fa tutte le orchestrazioni. Davvero impressionante.

In questo equilibrio tra la rielaborazione e la creazione si muovono anche gli altri brani: All’Improvviso è un omaggio anche troppo ostentato a Paolo Conte, la presenza del Kazoo però, stroppia; la coda spazia tra Morricone ed i Casinò Royale del periodo anni 90.

Da questi due brani sono stati tratti due bei video visibili su Youtube.

Molto intensa Mercante di Sogni, la voce di Roberta è sognante e onirica, ricorda Rossana Casale, traspare la cura meticolosa nella scrittura e dell’esecuzione dove c’è tanto pensiero e tanta intensità.

Anche Piccolo Viaggio nella Fantasia è un ottimo brano dalla limpidezza tersa che ricorda il cielo delle giornate limpide di maggio, miscela ricerca musicale e composizione che vaga, la voce è sognante, dolce, quasi un sussurro fino ad allargarsi e diventare incisiva, se occorre.

Il secondo CD è tutto strumentale, suonato al pianoforte da Roberta. Un po’ Nyman, un po’ Sakamoto, anche Bollani: Ironcult ha l’incipit del Il Domatore di Pulci di quest’ultimo, con l’inserimento di grappoli di accordi furiosi alla Keith Emerson.

Il respiro si dilata con Animagique con l’incipit che ricorda Espiegele di Claude Bolling, mentre The Dreamer è il Mercante di Sogni adattato al piano.

Si tratta di un album curatissimo, anche troppo, senza nessuna sbavatura, l’unica critica è che forse manca un poco di carne, di sangue, ma se così non fosse l’obiettivo non sarebbe stato forse raggiunto.

Voto 8/10

Gilbert Cerbara

gilbertcerbara

marzo 13th, 2016

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