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Roberto Bonati – Bjergsted Jazz Ensemble – Nor sea, nor land, nor salty waves – Gilbert Cerbara

Roberto Bonati – Bjergsted Jazz Ensemble – Nor sea, nor land, nor salty waves – Gilbert Cerbara

La nostra esistenza è un mischiarsi liquido di essenze che si attraggono e si respingono.

Tra Roberto Bonati e la Norvegia esiste evidentemente una comunione che attraverso l’attrazione diventa fusione.

Così è strano il moto delle acque del nord e la sua negazione nelle composizioni di un abitante delle terre parmensi così stabili, nebbiose, umide e soleggiate.

Bonati è contrabbassista, compositore, direttore d’orchestra ed organizzatore di festival che oltrepassa molti confini: fisico geografici e musicali.

Il Bjergsted Jazz Ensemble è la Big Band dell’Università di Stavanger che negli anni ha collaborato con solisti di grande rilevanza: John Scofield, Cyro Babtista, Bugge Wesseltoft, John Surman, Rolf Lislevand e moltissimi altri.

Nel 2012, durante una registrazione con il Mario Piacentini Sextet l’incontro fatidico tra Roberto Bonati e Tor Yttredal, docente di sassofono jazz e capo dipartimento jazz all’Università di Stavanger (UIS) Tra le sue prestigiose collaborazioni e progetti si ricordano la sua presenza nella Trondheim Jazz Orchestra con Chick Corea e Terje Rypdal.

In quel momento tra Roberto Bonati e la Norvegia si è creato il riconoscimento reciproco e l’esigenza di fusione tra gli elementi di ognuno.

Le musiche di Nor sea, nor land, nor salty waves sono state composte di Roberto Bonati che ha anche diretto l’orchestra, il passaggio tra spartito e suono reale, la resa in un corpo unico, vivo e pulsante la si deve a Tor Yttredal e al Bjergsted Jazz Ensemble.

Nor sea, nor land, nor salty waves è jazz europeo, uso del modale e anche dell’atonale, mescolamento delle culture, partire dal glocal e utilizzare il tutto per raggiungere l’obiettivo prefissato.

8 tracce piene di armonie e dissonanze, tempi quadrati e irregolari dove la forma canzone accoglie e crea nei suoi macro-insiemi più cifre stilistiche dove i temi derivano da alcune leggende della mitologia scandinava.

Ogni brano ha un tema interpretato utilizzando gli stili più idonei a descrivere l’intento, in un melting pot che va da Bob Graettinger, passando per Zappa, citando Charlie Parker, i Massacre e Bjork fino a Kamasi Washington.

Affresco maestoso di ottoni e percussioni, sonorità elettriche e feedback chitarristici, dallo swing orchestrale alla teorizzazione del rumore alle melodie più dolci, esempio di Jazz moderno che ambisce alla masticazione degli altri generi musicali inglobandoli e rigenerandoli in un corpo nuovo.

Una menzione a Mathias Aanundsen Hagen al Tenore, Martin Nodeland alla chitarra e a Signe Irene Stangborli Time per la particolarissima e trascendentale voce.

Emozionalmente scrivendo, superata la paura di abbandonarsi ai flutti ed alle nebbie si viene trasportati in un flusso maestoso, potente ed energico, a tratti malinconico e lucidamente penetrante.

Splendidamente registrato ed eseguito è vivamente consigliato. Opera colta e strutturata con momenti di pura poesia.
Tracce:

  1. Prophecy of the Völva
  2. Nor Sea, nor Land, nor Salty Waves – Part I
  3. Nor Sea, nor Land, nor Salty Waves – Part II
  4. Wolvesʼ howling and Swansʼ Song
  5. Fimbulvetr
  6. Wolf Age and Bloody End
  7. Nocturnal
  8. Eagle

 

Partecipanti:

Roberto Bonati (cond, comp)
Signe Irene Stangborli Time (v)
Jørgen Mathisen (vio)
Nikolai Storevik (vio)
Camilla Hole (ss)
Arild Wold Hoem (as)
Mathias Aanundsen Hagen (ts)
Kristoffer Lippestad Dokka (ts)
Jone Arnfinnsson Randa (bcl)
Ndabuzekwayo Bombo (tp)
Øyvind Frøberg Mathisen (tp)
Christopher Baardseng (tp)
Øyvind Brække (tb)
Vegard Haugen (tb)
Markus Larjomaa (tb)
Martin Nodeland (g, elec)
Herman Erik Arff Gulseth (p)
Lasse Gjestrud (b)
Marcus Hasli Johnsen (dr, perc)
Jacob Ytredal (dr)

Gilbert Cerbara

gilbertcerbara

marzo 26th, 2017

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