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Rock’n’Roll Hole of Famine – Recensione a cura di Luca Garulli

Rock’n’Roll Hole of Famine – Recensione a cura di Luca Garulli

ROCK’N’ROLL HOLE OF FAMINE – [kaiser(schnitt)amboss/laszlo] (Autoproduzione, 2016)

VOTO: 7,5/10

ASCOLTA: Disco Dog

di Garulli Luca

Cecilia Godi per l’anonimo cittadino della Bassa verdiana, Kaiser Schnitt Amboss Laszlo per chi in passato abbia anche scorto chitarra e plettro al seguito.
Da qui parto per svelare Rock’n’Roll Hole Of Famine, 8 atti da ritorno sulla lunga distanza (siamo a un lustro dalle urgenze primordiali di Viva Terror!, meno dall’EP chimico [5(x)5th season]) che si fanno sunto delle minori densità abitative restie al saluto fraterno e traducono le esistenze in nevrosi sonore con sulfurei proclami al microfono.
D’altronde non stupisce che la filologia blues, quella più ruvida e impulsiva, scorra in tale sede schivando eccessi sovrastrutturali e limando la scrittura in quella che finora appare la migliore trasposizione personale in archivio.
L’apertura incendiaria di Crackers mette al muro i dubbi poetici: l’approccio ai vuoti del passato richiede acume e fegato, monito ben presente nelle vette ossessive dei refrain.
Mentre il nastro scorre la sedazione delle ritmiche evoca sontuosi contraltari in apocalittiche fughe wagneriane (Destroy!), l’animismo di Virgin Fields regge agli appiattimenti old style e il cameo del poeta inglese Phil Shoenfelt (suoi i versi di Disco Dog) dona elettricità laddove notturni pastorali indicano la bellezza nella natura più spoglia.
La fiera Woo Da Who è la sberla boogie dei Canned Heat ai liquami dell’ipocrisia. Negli ascolti finali la penna matura un pragmatismo positivo ma intransigente (Bloody Spook mette all’indice l’apatia), fra coerenti medley coi Sonic Force 99, neri precipizi che si mangiano l’orecchio in Harry Hurry Up e un referto che ai voti non ha dubbi sulla bontà del lavoro.

SET LIST

Crackers
Destroy!
Virgin Fields
Disco Dog
Woo Da Who
Theoria/Riding
Harry Hurry Up
Bloody Spook

gilbertcerbara

dicembre 25th, 2016

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