Uncategorized

Tributo a Louis Johnson

Tributo a Louis Johnson

Louis Johnson è deceduto circa un mese fa. Gli appassionati di musica lo conoscono come musicista, i grandicelli ne hanno ballato i ritmi in discoteca, i bassisti lo hanno studiato e lo apprezzano in quanto grandissimo strumentista, i produttori lo adoravano per la sua immensa abilità tecnica e grande fantasia. Lo vogliamo commemorare con la testimonianza di alcuni amici e (splendidi) bassisti che ci hanno regalato il loro ricordo.  Pier Bernardi, Michele della Malva, Giacomo Marzi, Max Scaccaglia e il solito infiltrato.

Pier Bernardi (Bassita, turnista di studio, direttore della School of Rock di S.Ilario d’Enza, insegnante di basso, ha collaborato con artisti di livello internazionale come David Rhodes, Giovanni Amighetti, Ace degli Skunk Anansie, Fulvio Maras, Paolo Vinaccia, Tiziana Ghiglioni, Angela Benelli -primo violino Morricone- Roger Ludvigsen e Faris Amine e fa parte del gruppo Il Pianto di Azzurra).
Un breve ricordo di Louis Johnson.
Era una sera d’estate, io ero in macchina da qualche parte nella bassa e parcheggiato vicino a un campo di grano con i piedi sulla portiera stavo ascoltando per la prima volta Thriller di Michael Jackson. Le canzoni erano incredibili, gli arrangiamenti, le melodie, i temi, tutto perfetto, ma le note di basso.. le note di basso erano qualcosa che non avevo mai sentito prima, trascinavano i pezzi in un modo a me sconosciuto. Quelle note erano le note del basso di Louis Johnson. Mentre la notte correva anche lo stereo continuava a correre e con lui la mia voglia di quella musica.
Fui subito colpito dal suo stile e dal suo groove dapprima per la sua timbrica, forte e decisa, e poi per la sua tecnica innovativa e di gran gusto.
Ascoltavo già tanti bassisti che suonavano con la tecnica dello slap, ma la sua era inconfondibile. Guardai i primi video su di lui e in particolare un video metodo del 1985 in cui, in modo molto semplice, descriveva il suo modo di suonare.
Per me era un modo strepitoso di suonare il basso ma ne riconoscevo anche l’eccessiva impulvisità, con movimenti e tecniche che “l’Accademia” considererebbe sbagliate proprio perché eccessivamente enfatizzate. Un esempio su tutti era proprio il suo slap, costituito da un thumb e un pop molto evidenziati nei movimenti del braccio e delle mani che comportano di conseguenza un aumento del tempo di esecuzione del groove. Se per esempio si guarda Marcus Miller (che afferma comunque di aver imparato quasi tutto da Louis Johnson) se ne può notare subito la differenza. Per me però tutto questo non era importante, mi piaceva tantissimo e così imparai ogni singola nota dell’album Thriller, avevo circa 20 anni.
Lo suonai per un inverno intero e sempre di più notavo la solidità e l’armonia di Johnson, studiai poi tutto il repertorio della band The Brothers Jhonson e in generale tutto ciò che riuscivo a trovare su di lui, dato che il suo basso era in tutti i dischi di funk più belli degli anni 70 e 80.
Ancora oggi, 11 anni dopo, quando ho voglia di star bene prendo la mia macchina cerco un campo metto nello stereo Thriller e in un attimo tutto torna come in quella sera.
La magia di tornare a una precisa emozione della tua vita: Jonhson raprresenta per me la sincerità, l’impulsività, la sfronatetzza di un modo di suonare e di vivere bello così com’è, speciale cosi com’è.
A volte l’Accademia sbaglia.. e forse ci sarebbe anche bisogno di più sterei accesi nelle macchine, soprattutto.. nelle sere d’estate.

Michele della Malva (Bassita e contrabbassista. Fa parte degli R-11, dei Reflue e de Le Cavie)
Chi è Luis Johnson? E’ il riff che regge tutta Billy Jean di Michael Jackson. Chi è L.J.? E’ quel pollice quasi di gomma che slappa nei video didattici su Youtube, ma che già lo faceva quando Youtube e forse anche lo slap non esistevano ancora. Chi è L.J.? E’ il suono di un Music Man Stingray come non l’hai mai sentito. E se non sai ancora chi è (e non chi era) Luis Johnson devi solo ascoltare i Brothers Johnson e battere il piedino!

Giacomo Marzi (Bassista e contrabbassista jazz e oltre. Suona con i musicisti di riferimento di Parma e a sua volta è uno dei riferimenti del suo strumento in zona e oltre)
Louis Johnson non è stato soltanto uno dei più bravi ed importanti groove masters di tutta la storia del basso funk e soul. Questo straordinario musicista è stato, uno dei più grandi di sempre per quanto riguarda lo strumento da lui suonato. La ragione è quasi elementare: il suono. Molto spesso, nell’ambito dei generi da lui praticati, questo dettaglio così determinante per tante altre correnti musicali (una su tutte il jazz) viene lasciato da parte, soverchiato dall’attenzione che si presta all’aspetto ritmico della musica. Ma Louis Johnson, con una tecnica che eufemisticamente si potrebbe definire eterodossa, ha dato allo sviluppo dello slap una direzione unica, inimitata ed inimitabile. Come un Thelonious Monk funky, ha rinunciato a riuscire a suonare ciò che tutti suonavano allo stesso modo per raggiungere cose che solo lui, con la sua tecnica peculiarissima, sarebbe riuscito a fare. Sostanzialmente, Louis Johnson è stato uno dei pochissimi che nella storia del basso elettrico ha raggiunto una voce personalissima e praticamente irriproducibile.

Max Scaccaglia (Bassista di molte band pop, rock, jazz, alcune con produzioni discografiche indipendenti (reflue, la spina), e collaborato con studi di registrazione accumulando un grande  bagaglio professionale. Produttore artistico e arrangiatore, sia per artisti indipendenti sia per labels.
Anni fa preferivo Larry Graham. In There’s a Riot Goin’On il suo slap era più cattivo e io ero più suggestionabile, fondamentalmente ignorante. Poi la maturità, e allora eccolo Louis Johnson: ritmica, fluidità, armonia, pasta, lavoro in studio al massimo. Da Stomp! a Thriller quanto gli devono i grandi del Basso?  Tutto. Prima dei Jamiroquai e Pino Palladino, fino a Beyoncé e oltre Eminem. Ma, che io lo voglia o no, sarà sempre e solo una domanda a tormentarmi, senza risposta: la linea di basso di Billy Jean è sua? Stiamo parlando di un giro che ha cambiato il nostro orecchio per sempre. Certo, è sua, l’ha suonata lui. Certo, la scrittura è coerente con la sua storia…eppure non aveva mai raggiunto un livello così. Quindi è del Genio di Quincy Jones? Non lo sapremo mai. Amo pensare che se la sono lavorata assieme quella linea, come due Michelangelo, chini sullo stesso marmo che improvvisamente ha preso vita e ha dato vita nuova alla Musica e a noi che ne viviamo. Grazie Louis.

Gilbert (Devoto della musica a tutto tondo, fondatore e coordinatore del presente sito parmamusica.)
Louis Johnson l’ho ascoltato per la prima volta mentre ballavo Stomp dei Brothers Johnsons. Aveva un groove pazzesco, riusciva a tirare il pezzo come pochi, solo Bernard Edwards degli Chic vi si avvicinava a malapena, inoltre ad un certo punto partiva il suo solo e, anche se non sapevo come riuscisse ad eseguirlo, ne rimanevo incantato e mi sembrava strano che si prendesse quella libertà in una musica quadrata come la Disco Music. Ma Louis era così, usciva dagli schemi e si prendeva delle responsabilità. Tempo dopo ho scoperto che era stato il bassista di Off the Wall di Michael Jackson e quindi uno dei creatori della potenza di Don’t Stop ‘Til you Get Enough, quello che sostiene quasi da solo Girlfriend (composta da McCartney) e la splendida I Can’t Help It di (Stevie Wonder). Un altro album immenso nel quale lo si può ascoltare è Give Me The Night di George Benson (sempre con Quincy Jones e Rod Temperton) dove suona tutti i brani meno la title track, svettando nei capolavori Love X Love, e Dinorah Dinorah dove (a mio parere) raddoppia la strappata ben prima di Victor Wooten.  Poi è arrivato Thriller, progettato per diventare l’album pop assoluto con il riff definitivo di Billie Jean e il basso “sintetizzante” di Wanna Be Startin Something che nella sua assoluta semplicità ha una potenza descrittiva favolosa. Quincy Jones (!) lo ha coinvolto in moltissime produzioni ed ha lavorato con alcuni dei più grandi artisti della musica Arteha Franklin, George Benson, Ray Charles, Donna Summer, Stevie Wonder, Paul McCartney, Herbie Hancock, George Duke, Bjork eccetera. Uno dei più grandi in assoluto. Addio Louis.

gilbertcerbara

giugno 28th, 2015

No comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *