Classica

Un Successo Annunciato per il Concerto di Kremer e Kang – Eddy Lovaglio

Un Successo Annunciato per il Concerto di Kremer e Kang – Eddy Lovaglio

C’è chi “nasce con la camicia” e chi invece nasce col violino in mano. E’ proprio il caso di dirlo per due grandi artisti come i violinisti Gidon Kremer e Clara-Yumi Kang che si sono esibiti in concerto il 14 aprile scorso al Regio di Parma.

Kremer è sicuramente tra i più grandi violinisti al mondo. Nato a Riga in Lettonia settant’anni fa, da genitori ebrei di origine tedesca, è figlio d’arte (sia il padre che il nonno erano violinisti professionisti) e inizia lo studio del violino a soli 4 anni e a 7 anni entra alla Scuola di Musica di Riga, a sedici riceve il Primo Premio della Repubblica Lituana e non è difficile pensare che la sua carriera sia stata in continua ascesa e ancora oggi è acclamato dal pubblico. Clara-Yumi Kang, nata in Germania, inizia lo studio del violino all’età di 3 anni e solo un anno dopo entra alla Musikhochschule di Mannheiem, è in pratica la “studentessa” più giovane in assoluto ad essere accettata nel corso di Valery Gradov. A sei anni è già sulle copertine delle riviste come una “star”, dopo aver debuttato a soli 5 anni con l’Orchestra Sinfonica di Amburgo ottenendo una borsa di studio alla Juilliard School. Inutile elencare le tappe folgoranti della sua carriera. Si tratta di due grandi “mostri” e durante il concerto tutta questa “mostruosità”  si è vista, si è sentita, si è avvertita. I due artisti hanno avvolto la platea in una magica atmosfera, il corpo di Kremer pareva unirsi allo strumento che stava suonando, accompagnandosi ad esso, quasi fosse una danza, come se il suo violino – un Nicola Amati del 1641 – fosse la prosecuzione del suo braccio; la Kang è sicura ad ogni nota, statuaria ed elegante, e suona uno Stradivari “Ex-Strauss” del 1708.

Il programma della serata è di non facile esecuzione, soprattutto in alcuni brani come quelli di Mieczyslaw Weinberg e Luigi Nono poiché siamo Novecento ed è un tipo di sonorità, di metrica musicale e struttura del brano, difficile da digerire per le nostre orecchie se non fosse che sul palco ci sono due grandi artisti che riescono a farci amare anche la musica del Novecento.

La Sonata per due violini di Mieczyslaw Weinberg, polacco ed emigrato in URSS dal 1939, fu composta nel 1959 e in essa vi emerge la sensibilità meditativa del compositore ma si avverte anche la tensione che a volte si lascia andare in movimenti sinistramente distesi. Gidon Kremer ha trascritto per violino sei preludi – dei ventiquattro per violoncello, op. 100, di Weinberg – con i quali ha aperto il concerto.

Degna di rilievo l’esecuzione per due violini “Hay que caminar sonando” di Luigi Nono, che compose nel 1989, un anno prima della sua morte. Luigi Nono è stato un compositore molto impegnato anche politicamente, oltre che intellettualmente, ha composto su testi di poeti e scrittori celebri, come Ungaretti, Garcìa Lorca,Pablo Neruda, Cesare Pavese e altri; la sua musica riflette l’emozionalità di alcune tematiche spesso angosciose. L’arte di Nono è caratterizzata da una costante inquietudine esistenziale, da un doloroso lirismo; il cosiddetto “intervallo” che separa due note anima – secondo Nono – la materia di cui è fatta la musica, e cioè il suono. L’intento di Luigi Nono era quello di rivolgersi al popolo con la sua musica poiché il popolo meritava di ascoltare un linguaggio linguisticamente evoluto anche nella musica, ma il suo stile compositivo decisamente avanguardistico può, al contrario, risultare ostico. Ebbene Gidon Kremer e Clara-Yumi Kang sono riusciti ad affascinare la platea anche con questo brano, ottenendo poi applausi e ripetute chiamate alla ribalta, con l’esecuzione di due bis, dopo la Sonata per due violini in do maggiore, op. 56, di Sergej Prokof’ev che ha concluso il concerto.

Eddy Lovaglio

 

gilbertcerbara

aprile 20th, 2017

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