Visti e sentiti: i posti della musica dal vivo a Parma

Vuoi Aprire Un Locale a Parma? – L’Opinione di Simonetta Collini

Vuoi Aprire Un Locale a Parma? – L’Opinione di Simonetta Collini

Il “secret show”, come recita la definizione stessa, è uno spettacolo segreto al quale vengono invitate persone appassionate di musica che possono, su iniziativa di musicisti “carbonari”, assistere ad un concerto dove la musica torna ad essere in primo piano e ciò che è realmente: condivisione. Sono iniziative già molto in voga nelle grandi città e anche a Parma la tendenza comincia a farsi strada. Il primo di questi “raduni” di nostra conoscenza si è tenuto poche sere fa. Sul palco Alan Scaffardi e gli “Scarrafoni”, gruppo di eccellenti musicisti made in Parma e dintorni, quali Claudio Tuma alla chitarra, Leonardo Caligiuri al piano e tastiere, Emiliano Vernizzi al sax, Andrea Bergonzi al basso e Alessandro Bettuzzi  – il padrone di casa – alla batteria.

Il pretesto è stato un tributo a Pino Daniele, indimenticabile soprattutto nelle sue prime produzioni: “L’idea – spiega Alan Scaffardi – è nata parlando con amici di Milano e di Roma che mi hanno raccontato di questi secret show e secret concert. Ho spiegato la cosa a Sandro e abbiamo deciso di provare a realizzarne uno anche a Parma,  a quanto pare è piaciuta l’idea, a partire dall’accoglienza con il buffet, poi il concerto e la jam session, tutto bene, nonostante l’influenza. Però tutto figo e sicuramente ripeteremo… ma sempre in assoluto segreto!”

Il significato che assume questa iniziativa è importante: avendone la possibilità, c’è chi è pronto ad investire qualche soldo per una festa, per far suonare gli amici, offrendo un ricco buffet in una sorta di sala prove. E gli amici erano tanti, una cinquantina, in una sera feriale,

Mantenere uno status segreto può essere anche un’esigenza che nasce dal fatto che a Parma pare che parecchi gestori di locali abbiano capitolato, mentre quelli che hanno voluto restare in attività, hanno rinunciato alla musica dal vivo data l’ormai palese l’intolleranza verso chi canta e chi suona. In questa città. Forse anche da altre parti, ma noi viviamo qui e non ci interessa l’antico adagio “mal comune mezzo gaudio”. Anzi, ci dà proprio fastidio.

Va detto senza discussioni che ci sono delle regole da rispettare, permessi da ottenere, devi essere a norma su tutto, ed è giusto. Sacrosanto. Non è vero che le regole sono fatte per essere infante. L’ha detto qualcuno che non sapeva stare al mondo. Le regole si possono cambiare, variare, dopo attenta analisi e con il contributo di tutti. Le regole sono l’evoluzione della specie umana e rispettarle non è segno di sottomissione o debolezza. Al contrario: chi rispetta le regole è civile, onesto e, soprattutto, non deve dimostrare niente a nessuno. Ma può capitare che se per caso sfori di mezzo decibel oltre il consentito ti arrivano immediatamente i “gendarmi” allertati da rispettabili e solerti cittadini che si ergono a paladini della quiete pubblica: “No, no, cattivoni perditempo, questo non si fa, non potete disturbare la quiete e la pace dei vicini”. Per mezzo decibel.

Certo, la soluzione è aprire un locale live “fuori mano”: andatevene in un bel capannone fuori città, così non date fastidio a nessuno. Ma perché bisogna sempre portarsi nelle lontane periferie per fare musica? Perché non avere spazi “centrali” dove si può anche capitare per caso mentre si passeggia in ZTL e farsi tranquillamente coinvolgere da quanto accade grazie ad una chitarra, un basso, una batteria e una bella voce?

Lacci e lacciuoli ai quali i “nemici” della musica – perché è così che dobbiamo chiamarli quelli che si rivolgono a tutte le forze dell’Ordine disponibili per far tacere e zittire canti e suoni, anche durante il giorno, per strada – si aggrappano con gioia perché “Gliela faccio vedere io! Domani devo andare a lavorare e questi stanno a suonare? A casa, fannulloni” Come se suonare e cantare non fosse un lavoro. Difficilissimo farlo bene, peraltro.

E i musicisti (con questa denominazione includiamo tutti: band, solisti, cantanti, artisti…)? O se ne vanno altrove oppure girovagano anche via social chiedendo, anzi, pregando qualche gestore di bar/pub/ristorante/ ecc di poter rendere partecipe un pubblico del risultato di ore e ore di prove, fatica, studio, chilometri, soldi spesi che non rientreranno mai (ma chissenefrega, è tutta passione, poi domattina torno a fare il lavoro serio, perché fare il musicista mica è un lavoro, intendiamoci) e sottoporre la propria musica al giudizio della platea, piccola o grande che sia. Cosa di per sè già molto coraggiosa e per certi versi incosciente.

Nei “secret show” si può partecipare con leggerezza e anche con quel malcelato gusto di essere parte di un appuntamento un po’ esclusivo, del quale vantarsi un pochino:  dopo l’alert via Facebook, WhatApp e messaggerie varie ci si trova nel luogo fissato, puntualissimi (arrivare in ritardo non fa “figo”, gli anni ’80 sono finiti da un pezzo…) il proprietario – o la proprietaria – del luogo accolgono i convocati, ci si saluta, chi si conosce si ritrova, chi non si era mai visto prima inizia subito amichevoli conversazioni, si mangiucchia qualcosa, un bicchiere di vino e poi MUSICA. Tutti sanno perché sono lì quindi al primo attacco del batterista la concentrazione sull’esibizione è naturale. Nessun cazzeggio mentre i musicisti suonano.

Avete sempre pensato che avere amici musicisti non fosse importante guardando tutti loro con sussiego? Avete sempre snobbato chi suona, chi ascolta, chi va ai concerti, chi non può fare a meno di sentirsi parte di una canzone? Peccato: non sarete mai invitati ad un secret show…

Tuttavia la situazione non è così tragica, per fortuna: nella nostra città esistono alcuni luoghi dove la musica dal vivo è ben accetta – anche se non sempre di qualità, ma questo è un altro discorso – e anzi costituisce il “core business” dell’attività. E’ da qui che Parma Musica inizia il suo viaggio a caccia di “bei posti” dove ci sono “buoni impianti”, una bella programmazione e, perché no, un bravo barman.

gilbertcerbara

marzo 28th, 2016

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